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La replica

I commissari dell'Amia sui rifiuti:
"Mafia? Chi sa qualcosa denunci"


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amia, denuncia, mafia, Cronaca
I commissari dell'Amia replicano sulla vicenda dei rifiuti, dopo le polemiche, con una risposta articolata. Eccola: "La struttura commissariale di Amia, che è organo dello Stato deputato anche a contrastare la mafia, quando si è insediata lo scorso 26 aprile ha, come primo atto, sottoscritto il protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa” attivando quei rigidi controlli antimafia della Prefettura che hanno consentito, ad oggi, l’esclusione di una decina di imprese dall’avere rapporti commerciali con Amia.

L’attività dei commissari straordinari, svolta in stretta e costante collaborazione con la Procura della Repubblica, con le forze dell’ordine, con le autorità ambientali e con il Tribunale fallimentare, ha poi consentito di rimuovere dalla discarica di Bellolampo quelle condizioni di rischio ambientale che, prima del loro arrivo a Palermo, erano state oggetto di un’inchiesta della Procura; di fare ordine nella gestione della stessa discarica; di segnalare gli interessi criminali che stanno alla base dei fenomeni dell’abbandono spropositato di rifiuti ingombranti per strada e della formazione di cooperative che promettono assunzioni per svolgere la raccolta differenziata e il ritiro degli imballaggi di cartone al posto di Amia.

I commissari, inoltre, sono riusciti in meno di un anno a raddoppiare la percentuale di raccolta differenziata, salita dal 4 al 9,01%; ad imprimere una politica di rigore nella gestione delle risorse e del personale; ad avviare un programma di investimenti infrastrutturali capaci di restituire ad Amia la possibilità di operare sul mercato con criteri di efficienza e di economicità nella più assoluta trasparenza.

Quanto al percolato, non 13, ma fino a 26 autocisterne al giorno (di aziende segnalate alle autorità competenti per i controlli) salgono e scendono da Bellolampo sotto il costante controllo delle forze dell’ordine, non per fare arricchire la mafia, ma per rispondere ad una precisa disposizione delle autorità ambientali che impone l’immediata e tempestiva rimozione del liquido inquinante. Questo sistema di trasporto sarà comunque interrotto perché a breve sarà bandita la gara per la realizzazione in discarica di un impianto di trattamento del percolato.

Pertanto i commissari straordinari invitano chiunque - quando associa il nome Amia alla mafia - a chiarire a quale periodo si riferisce. E ricordano poi, a qualsiasi rappresentante istituzionale che faccia generiche affermazioni, l’obbligo - derivante dall’applicazione delle leggi e dei protocolli di legalità che chiunque deve rispettare - di segnalare alle autorità competenti e agli stessi commissari di Amia notizie circostanziate su reati e fatti che possano esporre l’attuale gestione dei rifiuti di Palermo agli interessi della criminalità organizzata".