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La giornata della memoria

Il racconto: "Io, unico sopravvissuto
siciliano nel lager nazista"


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giornata memoria, lager, mathausen, Cronaca, Palermo
"Siamo arrivati a Mathausen dentro un carro bestiame. A frustate ci hanno stipato in un treno che dal Brennero ha impiegato tre giorni per arrivare al lager". Il siciliano Nunzio Di Francesco, presidente dell'Anpi di Catania, l'associazione dei partigiani, racconta così ai ragazzi dell'istituto Piazza di Palermo la sua esperienza da unico sopravvissuto siciliano nei campi di concentramento, in occasione della Giornata della memoria.

Partigiano antifascista della brigata Garibaldi, Di Francesco a 87 anni ripercorre con lucidità e precisione ogni tappa del suo arrivo: "Era l'11 gennaio 1945, dei 501 deportati da Bolzano siamo sopravvissuti in 47. Sapevamo di andare a morire e con la forza della disperazione tentammo sul treno un'evasione. Qualcuno aveva lasciato nel carro uno scalpello e un martello, ma su ogni vagone c'era un cane poliziotto. Ci sono stati interminabili minuti di fuoco e la repressione è stata durissima".

Di Francesco ricorda anche la cosiddetta 'scala della morte', quei 186 gradini di Mathausen lungo i quali i prigionieri trasportavano "in fila indiana, su gradini malfatti, enormi pietre contenute in cassette di legno, ricevendo frustate dagli aguzzini. Una visione da inferno dantesco". L'incontro fa parte di un progetto di legalità portato avanti dalle classi dell'istituto Piazza. "E' un progetto sulla pace incentrato sulle grandi ingiustizie sociali nel mondo, come la Shoa o la mafia - spiega la referente del progetto, l'insegnante Anna Mattina - non a caso inizia in coincidenza della giornata e si concluderà il 23 maggio in occasione dell'anniversario della strage di Capacì. La manifestazione di oggi si è aperta con un canto collettivo dei ragazzi sulle note di 'Imagine' di John Lennon.