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Processo a Grigoli e Messina Denaro: giudici in camera di consiglio


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Si sono ritirati in camera di consiglio, per deliberare la sentenza, i giudici del Tribunale di Marsala davanti al quale si celebra il processo al boss latitante di Castelvetrano (TP) Matteo Messina Denaro e all'imprenditore Giuseppe Grigoli, ex gestore dei punti vendita Despar in Sicilia occidentale. Entrambi sono imputati per associazione mafiosa. Grigoli, in particolare, secondo l'accusa, avrebbe messo a disposizione di Cosa Nostra, al fine di consentirne l'ulteriore espansione economica, la sua catena di supermercati, finanziando al contempo la mafia e avvalendosi della sua forza intimidatrice per espandere la sua attività economica. E per questo, lo scorso 8 ottobre, i pubblici ministeri della Dda di Palermo Carlo Marzella e Sara Micucci hanno invocato la condanna di Grigoli a 15 anni di carcere, mentre per Messina Denaro sono stati chiesti 8 anni in continuazione con una precedente condanna. Ma per i suoi difensori, gli avvocati Paolo Tosoni, di Milano, e Antonello Denaro, di Prato, Grigoli sarebbe soltanto una "vittima" della mafia e nella sua azienda "Matteo Messina Denaro vedeva una mucca da mungere, trattenendo per se il denaro che l'imprenditore gli versava come pizzo alla mafia nelle province diverse da quella di Trapani". Tra le prove in mano all'accusa anche i "pizzini" trovati nel covo di Bernardo Provenzano a Montagna dei Cavalli. In alcuni di quei pizzini, però, secondo i difensori di Grigoli, Matteo Messina Denaro avrebbe scritto delle "bugie". I giudici dovrebbero uscire fra due o tre giorni.