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I funerali alle 11

La morte di don Galizia
Oggi l'ultimo saluto


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Sono tanti, forse troppi, i dubbi e gli interrogativi aperti ieri sera da quel volo dal decimo piano, che ha strappato per sempre don Franco Galizia all'affetto di una comunità che sin dall'alba di oggi si è stretta intorno al feretro esposto nella chiesa del don Orione.

Il suicidio del presidente dell'Opera Don Orione ha innescato naturalmente un'attività d'indagine ad ampio raggio, coordinata dal pubblico ministero Marcello Viola, volta a far luce sui motivi che possano aver determinato questo triste epilogo per un uomo da sempre al servizio della gente. Gli investigatori in queste ore hanno passato al setaccio gli appunti del sacerdote, il suo computer, e ripercorso attraverso il racconto di quanti lo conoscevano, le consuetudini del sacerdote. Un lavoro che fino ad ora non ha fornito agli inquirenti risposte utili per capire l'origine di questa scelta estrema.


Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, don Galizia ieri sera intorno alle 20,30 è salito a casa di alcuni amici, in via don Orione 18, e dopo pochi minuti è uscito fuori in balcone per lanciarsi nel vuoto. Un gesto estremo preceduto da una frase semplice, quel “devo prendere un po’ d’aria”, che non ha potuto destare alcun sospetto nei suoi amici che lo attendevano a tavola per continuare la cena.

Per Damiano e Tonino Galizia, i fratelli di don Franco, il sacerdote invece non si sarebbe affatto buttato volontariamente dal balcone, alimentando così la pista della caduta accidentale per un malore: "Non si sarebbe mai ucciso – dice Damiano – era un uomo di chiesa fino in fondo. Sono sicuro che si è sentito male ed è caduto dal balcone. Non a caso nelle ultime due settimane era molto strano e pensieroso: aveva fatto degli esami di sangue da cui emergeva un alto tasso di glicemia e molto spesso non era lucido”.

Intanto nella chiesa del don Orione prosegue la veglia delle decine di fedeli, soprattutto giovani, che hanno voluto rendere omaggio alla salma del prete, portando al suo capezzale la lacrima per un ricordo, o la speranza di una preghiera. Domattina alle 11, nella stessa chiesa, si celebreranno i funerali. Ad officiarli sarà il cardinale Romeo.