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Si è lanciato dal decimo piano

"Devo prendere un po' d'aria"
Le ultime parole di don Franco


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, Cronaca
Nel posto in cui è caduto il corpo di don Franco, hanno lavato via il sangue. L'ha lavato Domenico, il portiere - volto scuro e barba non fatta, testimoni di una notte tremendamente insonne - perché gli tocca di fare le pulizie. E gli è toccato il sangue fresco di un sacerdote morto suicida, secondo le notizie sparate da giornali e agenzie. Il giudizio deve allontanarsi da questa storia, adesso. Nessuno sa. Nessuno può intuire il motivo che solo l'autore del gesto potrebbe svelare, se non gli fosse ormai ignoto il sentiero del ritorno. Secondo le testimonianze che abbiamo raccolto, chiara è soltanto la dinamica. Don Franco Galizia, ieri sera, si è presentato alla porta di una famiglia a lui ben nota, una famiglia di gente amica. Si è tolto il giubbotto.  Loro gli hanno apparecchiato la tavola per affetto e consuetudine. Lui ha detto: "Devo prendere un po' d'aria".  Il volo da un balcone del decimo piano è stato il suggello di un congedo inaspettato. Teatro, il numero civico diciotto di via Don Orione, a Palermo.

Il portiere ha lavato via il sangue. Ci vorrebbe una mano misericordiosa per togliergli il film dell'accaduto dalla mente. "Stavo cenando, saranno state le otto e mezza - racconta -. Ho sentito un tonfo. Un'inquilina mi ha subito chiamato per dare l'allarme. Abbiamo visto il corpo di don Franco. Aveva l'abito talare. Un uomo sereno e tranquillo, così lo rammento io. Non so perché...". Non sanno perché nemmeno gli anfitrioni che hanno assistito impotenti al suicidio. Una breve citofonata al decimo piano: "Guardi, non siamo in condizione di dire niene. Siamo sotto choc".

Davanti al palazzo, una piccola folla incredula. Una signora anziana guarda l'ultimo balcone di don Franco. Ricorda le ferite dello stabile: "Anni fa si è suicidato un altro signore da lì. Anzi, era un piano più su: l'undicesimo". La compagna di chiacchiere argomenta. Tenta la chiave per capire: "La depressione è una brutta bestia". Scusi, don Franco soffriva di depressione? Lei si rannicchia. Un colpo di tosse: "Questo non lo so". No, non lo sappiamo.
Non lo sanno nemmeno le persone che si sono radunate nella vicina chiesa per pregare. La bara è aperta. Ecco il corpo di don Franco, veste candida, una benda sulla fronte. C'è un fiore poggiato sul suo confessionale. L'eco degli "Eterno riposo" è un sussurro nell'ombra.