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Il ddl Chinnici torna in commissione

Ars, tutto da rifare


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ars, regione, semplificazione, sicilia, Politica
Ma non la chiamano semplificazione? Sembra non trovare pace all’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge con le “Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale” . Il ddl firmato dall’assessore alle Autonomie locali Caterina Chinnici è faticosamente approdato in Aula ma senza vedere la luce. Ancora una volta. La polemica è scoppiata già per il primo articolo e per i primi emendamenti. Da qui la proposta del governo: sospendere la trattazione del ddl e reinserirlo all’ordine del giorno da martedì prossimo, consentendo un rapido (ed ennesimo) passaggio in commissione Affari istituzionali. Proposta avallata da Cascio, che ha formalizzato la richiesta di sospensione. Questo però significa procede con l’ordine del giorno andando al punto successivo: la legge elettorale.

Scatta come prevedibile l’ennesima bagarre in aula, lo scambio di veduta a dir poco vivaci tra fazioni contrapposte. Se il Pd sostiene la richiesta del governo, il Pdl come prevedibile dice “no”. “Siamo disponibili al rinvio in commissione – spiega Caputo nel suo intervento – solo se questo avviene contestualmente alla sospensione dei lavori d’Aula per poi riprendere con lo stesso ddl. Se invece lo stop serve solo a impantanare il provvedimento per passare alla legge elettorale siamo fermamente contrari”.

“Sono stati chiesti approfondimenti e di conseguenza il governo ha chiesto di rinviare il testo in commissione – replica Calogero Speziale – ma l’opposizione ha scatenato una serie di interventi. La minoranza non ha diritto di porre veti in merito ai lavori d’aula… La verità è che si vuole impedire al Parlamento di esaminare un testo, la legge elettorale, che la maggioranza ha proposto”.

“E’ stata messa ai voti una proposta formale del governo che in realtà non c’e’ , che non è stata formulata da parte del governo. Siamo per il dibattito – ribadisce il capogruppo Pdl Leontini- vogliamo entrare nel merito del ddl per la semplificazione amministrativa, emendamento per emendamento" . Per l’azzurro il capogruppo del Pd Cracolici attua solo un "nuovo tentativo di bloccare di fatto la discussione e l'approvazione della legge". "Cracolici - aggiunge Leontini - sa benissimo che se si dovesse ancora accantonare il ddl, non soltanto si umilierebbe per la seconda volta l'assessore Chinnici ma si entrerebbe in un tunnel senza fine, visto che, evidentemente, il capogruppo del Pd vorrebbe portare in Aula il disegno per la riforma elettorale degli Enti locali. Ddl che arriverà a Sala d'Ercole con tremila emendamenti... come dire, non si farà né questo né quello. I siciliani non ci riderebbero dietro soltanto perché sarebbero troppo indignati con noi politici".

L’aula, chiamata al voto, ha approvato la proposta del governo. La semplificazione viene “sospesa” e torna in commissione affari istituzionali, dove i deputati si confronteranno per affrontare i nodi più intricati. Si passa cosi’ al punto successivo dell’odg : la riforma elettorale.

Tensione alta e il presidente dell’Assemblea convoca la conferenza dei capigruppo. Ennesimo confronto, ennesimo calendario dei lavori. L’Aula si riunirà domani alle 16 per esaminare prima il ddl sulla semplificazione, poi la legge elettorale e il commercio. Ordine del giorno puramente formale perché, visti i contrasti sulla semplificazione, quest’ultima ripasserà dalla commissione lasciando spazio alla riforma elettorale. Gli emendamenti alla legge elettorale potranno essere presentati entro martedì, data nella quale Sala d’Ercole si riunirà nuovamente per discutere questa volta di semplificazione. Mercoledì nuova seduta sulla semplificazione (con l’obbligo di chiudere la votazione del ddl) e dal 10 spazio alla legge elettorale.