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Castiglione sul residence degli Aranci:
"Gli arrivi a Mineo siano graduali"


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“Villaggio della solidarietà”, atto secondo. Si è appena concluso il vertice romano sull’emergenza legata all’immigrazione tra il presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, rappresentante dell’Upi (Unione Province Italiane), e il ministro degli Interni Roberto Maroni.

Dall’incontro è emersa la volontà di proseguire sulla strada già tracciata dal premier Silvio Berlusconi: la trasformazione del “residence degli Aranci” di Mineo in un “villaggio della solidarietà”, volto ad accogliere i rifugiati richiedenti asilo ospitati nelle diverse strutture italiane.

Il Presidente Castiglione ha anche discusso con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale ha garantito il rafforzamento delle misure di sicurezza per il calatino, mettendo a disposizione 60 unità dei Carabinieri.

Ma Castiglione si è fatto portavoce delle richieste dei quindici sindaci del calatino. Il fronte delle amministrazioni locali è ancora spaccato: da una parte ci sono dieci comuni che sono favorevoli al villaggio, dall’altra ci sono i comuni di Mineo, Ramacca, Grammichele e Castel di Iudica ancora contrari all’iniziativa.

Complessivamente il sì dei sindaci è stato vincolato dalla richiesta di maggiori garanzie sul patto per la sicurezza promesso da Maroni. Proprio su questo punto Castiglione ha avuto un confronto con il ministro.

Al termine del summit il Presidente della Provincia etnea ha dichiarato: “Il mio incontro con il ministro è avvenuto in veste di presidente nazionale dell’Upi e abbiamo discusso su come affrontare gli sbarchi dei prossimi giorni. Nella peggiore delle ipotesi potrebbero arrivare anche 50 o 60 mila persone. E’ stato istituito un tavolo tecnico in grado di monitorare il flusso dei migranti e si cercherà di procedere ai rimpatri ove possibile”.

Sulla questione del residence Maroni ha incassato, tramite Castiglione, la disponibilità dei sindaci. “Per il villaggio della solidarietà – ha spiegato il presidente della Provincia – siamo già in fase operativa, ma ho richiesto al ministro una gradualità negli arrivi dei rifugiati per fare in modo che non ci siano contraccolpi per il territorio”.

Sui tempi degli arrivi ancora non c’è nessuna data certa. Domani Castiglione, in accordo con il prefetto di Caruso, commissario straordinario per l’emergenza immigrazione, stenderà le basi del patto per la sicurezza.

“'Secondo il progetto del ministro - ha spiegato Castiglione -, il Centro prevederà al suo interno attività di formazione e mediazione linguistica, assistenza sanitaria e un

sistema di video sorveglianza, nella scommessa di renderlo una realtà pilota d'eccellenza e d'avanguardia in tutta Europa. Tutto ciò con il coinvolgimento delle cooperative sociali del territorio e dell’indotto locale”.

Infatti nel calatino sono già attivi due progetti di solidarietà: uno nel comune di Vizzini per i richiedenti asilo politico, l’altro nel comune di Caltagirone per minori stranieri non accompagnati. E al momento l’industria dell’accoglienza si sta mettendo in moto per fronteggiare i nuovi arrivi.