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Tutto bloccato alla Regione

La sindrome palermitana


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, Politica
La sindrome palermitana ha colto la Regione. Si parla di tutto, ma non del presente. A Palermo c'è un sindaco fantasma che prepara il suo salvacondotto. Si intrecciano patti di sangue per il futuro. E la città che nessuno amministra, nel frattempo marcisce. Ai piani più alti è lo stesso. Il nostro presidente della Regione discetta di venture alleanze elettorali, mentre imperversa la bufera sociale. Il Pd vorrebbe un governo politico per sferzare nell'immediato una squadra appannata e priva di slancio. Ma figuriamoci se Raffaele Lombardo abbocca all'amo. Questo scialbo governo tecnico è il luogo ideale per regnare senza decidere e preparare le mosse per una serena vecchiaia. Governo politico, caro Lupo? Vedremo, vedremo, a certe condizioni... Eppure alcuni continuano a portare avanti il mantra del "Buon governo Lombardo, non si capisce con quale presupposto.

La formazione langue. La Sicilia è un deserto. Negli assessorati è tutto bloccato Non si muove foglia in un'Assemblea regionale smarrita nei miasmi delle sue paludi. Il Pd si contorce in una resa dei conti rimandata che, semplicemente, ne aggraverà l'agonia. E quando uno scrive quello che vede, ci sono malaccorti o interessati corifei che lanciano l'accusa di partigianeria e di slealtà. La colpa? Raccontare il disastro che è sotto gli occhi di tutti. Spiegare il fallimento complessivo di una classe dirigente. La previsione del futuro è purtroppo facile. La sindrome palermitana è ormai un virus inestirpabile. Il "Buon governo Lombardo", nonostante le ottime intenzioni, rischia di lasciare una valle di lacrime.