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La seduta

Legge elettorale, ricomincia la sfida
Ma è ancora muro contro muro


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ars, legge elettorale, Politica, Politica
E venne il giorno della legge elettorale per gli Enti locali. Il ddl della discordia - voluto fortemente dal Pd ma osteggiato da una parte degli stessi democratici, come da Pdl, Fds e Pid – è arrivato al vaglio dell’Assemblea regionale siciliana. Oggi tocca alla discussione generale e, come previsto, la seduta (in corso) è “vivace”.

Il primo a opporsi è stato il capogruppo di Fds, Titti Bufardeci, che ha sollevato la questione pregiudiziale.  “Di tutto c’è bisogno – ha spiegato -  meno che della legge elettorale. E se anche se ne fosse bisogno, non si potrebbe affrontare un tema tanto delicato con un ddl schizofrenico come quello presentato. Si vuole, per esempio, affrontare il tema della rappresentanza delle donne ma viene fatto in modo incoerente. Se da un lato si inserisce l’obbligo di inserire in lista candidati donna, dall’altro non c’e’ un obbligo nelle preferenze. E’ una legge che serve a niente, norma niente”.
La richiesta è stata bocciata dall’Aula, passando così alla discussione.

Tutto facile? Non proprio… I deputati sono infatti stati capaci di discutere anche sul tempo concesso dalla Presidenza per i singoli interventi. Il presidente di turno Santi Formica ha stabilito che ogni parlamentare avesse a disposizione 30 minuti (il massimo previsto dal regolamento è di 45 minuti ndr.) , ma la decisione non è piaciuta al Pd.“La conferenza dei capigruppo di ieri – ha detto Cracolici – ha stabilito che oggi si dovesse chiudere la discussione generale sul ddl, sarebbe quindi mia facoltà chiedere il contingentamento dei tempi per i singoli gruppi parlamentari. Non voglio forzare il dibattito, ma neppure che si dia un’interpretazione ondivaga del regolamento”. “Nessuna forzatura del regolamento – replica Formica – ma l’applicazione delle norme”.
L’intervento di Cracolici ha avuto il potere di generare una lunga serie di interventi, uno fra tutti quello di Alberto Campagna che si è detto pronto “a intervenire per tutto il tempo concesso su ogni emendamento e subemendamento presentato… e sono tanti… Penso – pronostica – che non si arriverà a finire questa legge prima del bilancio”.  “Nessuno – aggiunge Rudy Maira, capogruppo del Pid – può impedirmi di parlare e dire tutto ciò che ritengo opportuno su un tema così delicato. Possiamo anche convocare la commissione regolamento. Non credo sia una legge tanto importante, come dicono alcuni, ma non si può soffocare i nostri interventi o porre un limite temporale”.  “E’ una legge inutile – rincara la dose Bufardeci – ma dal momento che è stata portata in aula è giusto che venga discussa nel tempo necessario”.
Ars in stallo sul disegno di legge elettorale per gli enti locali. La sospensione di due minuti, decisa dal presidente di turno Santi Formica (Pdl) per stemperare gli animi di maggioranza e opposizione che non riuscivano ad andare oltre lo scontro a colpi di regolamento, sta durando più del previsto. Da mezz'ora sala d'Ercole è vuota, alcuni deputati passeggiano nei corridoi in attesa di sapere come prosgeuiranno i lavori.
E' ripresa la seduta all'Ars dopo un'ora e mezza di sospensione, rispetto ai due minuti annunciati prima della pausa. Al rientro in aula, il presidente di turno, Santi Formica, ha dato la parola al deputato Nino Beninati (Pdl), il primo a parlare anche se non si entra ancora nel merito della discussione generale del disegno di legge elettorale per gli enti locali, ma sull'ordine dei lavori. Formica ha confermato che ogni deputato potrà intervenire per un tempo massimo di 30 minuti. La conferenza dei capigruppo, riunita durante la sospensione, dunque non è riuscita a trovare una sintesi tra le posizioni di maggioranza e opposizione che ormai sono muro contro muro. Formica ha comunicato che gli interventi proseguiranno fino alle 22, poi informerà l'aula sul proseguo dei lavori.
La seduta è stata aggiornata.