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in arretrato gli stipendi

Nessuna tregua, operatori
della formazione sul piede di guerra


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Sarà un’altra notte di protesta per i lavoratori che da due giorni stazionano davanti all’assessorato regionale alla Formazione, in via Ausonia. In centinaia, tra docenti e personale amministrativo, da 48 ore presidiano i locali dell’assessorato chiedendo alla Regione di accreditare ai diversi enti i fondi per il pagamento degli stipendi del 2010 e certezze per il 2011.

“Sono circa ottomila i lavoratori del settore in tutta l’Isola – spiega il responsabile Formazione della Cisl Giovanni Lo Bello –, ottomila persone che si ritrovano senza stipendio e senza certezze per il futuro. Alcuni enti non corrispondono gli stipendi da gennaio, altri invece devono ancora pagare mensilità del 2009. Così si porta i lavoratori alla disperazione e alcuni compiono gesti estremi”.

Alcuni lavoratori ad esempio sono riusciti a salire sul tetto dell’assessorato e si rifiutano di scendere finchè non avranno rassicurazioni . “Chiediamo non solo che gli stipendi vengano sbloccati – aggiunge Lo Bello – ma che si riordini l’intero sistema, rispettando gli enti che lavorano secondo le regole e sanzionando chi le infrange. Ci sono enti che lavorano correttamente, altri invece non pagano i contributi, altri ancora hanno aggirato sistematicamente il blocco delle assunzioni. Il presidente Lombardo non è in grado di gestire la cosa e l’assessore Centorrino si sta dimostrando inadeguato. Poi c’e’ il nuovo dirigente (Albert ndr.) che si sta muovendo bene e ha chiesto ai 45 enti di indicare i nomi delle persone assunte, la data di assunzione e l’eventuale autorizzazione ricevuta dall’assessorato. E’ però necessario che sia messo nelle condizioni di lavorare e che vengano stanziati i fondi per il comparto, altrimenti non cambia nulla”.

E in un clima teso, il rinvio dell’incontro tra Centorrino e i sindacati non migliora la situazione. Per Michele Pagliaro, della segreteria regionale della Cgil, e Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Sicilia,si tratta di “un fatto grave,che rischia di esasperare ulteriormente lavoratori”. "Solo dal confronto da tenersi in tempi brevi- aggiungono Pagliaro e Scozzaro -, dalla piena consapevolezza e dall'assunzione di responsabilità di tutti possono scaturire le soluzioni ai problemi in campo, che avevamo previsto già da tempo, denunciando l'immobilismo dell'assessorato e chiedendo già in tempi non sospetti che la questione passasse nelle mani del presidente della Regione".

Per Cgil e Flc "la mancanza di un confronto serrato non fa che alimentare il clima di tensione ma anche le strumentalizzazioni di chi vuole che tutto resti immutato e che ricadono come strali su chi come la Cgil fa una proposta concreta per superare l'attuale fase". Pagliaro e Scozzaro rilanciano infine la “necessità di un tavolo di crisi, più volte richiesto, ma che, nei fatti, è stato sottovalutato” e di un percorso di riordino che preveda anche strumenti di tutela e sostegno al reddito per i lavoratori, da finanziare con risorse della Regione".