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PROVENZANO

Lumia scrive al figlio del boss


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lumia, mafia, provenzano, Le brevi, Palermo
"Signor Angelo Provenzano, lei non é il figlio di un boss mafioso che vive nell'800. Lei vive in una società progredita, ha studiato e possiede tutti gli strumenti per capire che non sono in gioco i diritti alla salute ed alle cure di suo padre, ma le pesantissime responsabilità di chi si è macchiato di reati gravissimi e che, ancora oggi, tace, continuando ad essere un esponente di primo piano di Cosa nostra. Questo è un dato di fatto col quale lei deve fare i conti". E' una parte del contenuto della lettera aperta scritta dal senatore del Pd, Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, al figlio del boss corleonese Bernardo Provenzano. "Se vuole riassumere in sé - continua - il ruolo di figlio che ama il padre e quello di cittadino che rispetta le regole della democrazia ha solo una strada: trasformi la rabbia che ha in corpo in coraggio per convincere suo padre a collaborare e svelare cosa è avvenuto in cinquant'anni di collusioni tra mafia, politica e pezzi deviati delle istituzioni. Così potrà guardare negli occhi suo padre, libero da qualunque forma di complicità e omertà, riscattando se stesso ed il futuro dei Provenzano da una maledizione alla quale difficilmente potrete sottrarvi, soprattutto sul piano morale e umano". "Si documenti sulla storia di Peppino Impastato - conclude Lumia - e veda di prenderne qualche sprazzo d'esempio per produrre una rottura culturale dentro di sé, in famiglia e nella società".