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Le voci dalla protesta:
"Ci giochiamo il nostro futuro"


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Il sit-in di protesta degli operatori della formazione professionale davanti all’assessorato regionale non accenna a fermarsi e continuerà ad oltranza, come ci conferma Massimo Parisi, uno dei lavoratori che in questo momento si trova in via Ausonia, a Palermo.

Che clima si respira in questo momento in via Ausonia?
"Nonostante sia sabato e piova, c’è tanta gente qui a protestare, non ce lo aspettavamo nemmeno noi. Per il momento viviamo di speranza, vediamo se sarà approvato il piano, intanto andiamo in modalità provvisorio per un mese, non sappiamo nemmeno cosa accadrà domattina. La protesta sta ancora montando e andremo fino in fondo, finché non verrà creato un sistema che ci dia certezze sul nostro lavoro. Andremo avanti finché non avremo il ruolo unico ad esaurimento, cioè finché non avremo chiaro che chi ad oggi è a tempo indeterminato possa terminare tranquillamente la propria carriera fino alla pensione".

Quello che sorprende è la trasversalità della protesta, che abbraccia tutte le sigle sindacali. Ve lo aspettavate?
"Quello che sta accadendo è un fatto di straordinaria rilevanza, perché i lavoratori sono uniti al di là dell’appartenenza a questo o quel sindacato o a un preciso ente. Abbiamo abbandonato il marchio di appartenenza e fatto abbassare le bandiere sindacali, siamo uniti in questa protesta perché non è il singolo sindacato o ente ad essere in difficoltà ma tutto il sistema, è in gioco il nostro futuro".

Le mensilità arretrate mettono in difficoltà anche le vostre famiglie. Come vivete questo momento?
"La farei parlare con quelli del gas, che minacciano di tagliare la fornitura se non paghiamo le bollette. Ho tre figlie ed un’ex moglie, c’è chi ha acceso mutuo o comprato un’auto, si può facilmente immaginare quale sia il nostro stato d’animo".

Cosa chiedete all’assessore Centorrino?
"Le risposte di Centorrino non ci hanno convinto, chiediamo che siano messe per iscritto. Come dice il proverbio, verba volant, scripta manent".