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Immigrati

Sos dal Canale di Sicilia
Salvati trenta nordafricani


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avaria, barcone, immigrati, lampedusa, palermo, Cronaca
Un sos è stato lanciato dal Canale di Sicilia. Un'imbarcazione sarebbe al largo di Lampedusa. La segnalazione, come riferiscono fonti della Guardia costiera, sarebbe arrivata attraverso una telefonata effettuata con un cellulare satellitare. La voce ha informato della presenza del natante in difficolta' in un tratto di mare da cui sarebbe visibile Lampedusa. Gli uomini della Capitaneria di porto stanno verificando la segnalazione. Intanto, proseguono le ricerche dei due immigrati dispersi ieri sera durante le operazioni di salvataggio al largo delle coste tra Marsala e Marettimo.

Un barcone con a bordo una ventina di persone è stato intercettato a circa 8 miglia da Lampedusa ed è stata raggiunta dalle motovedette della Capitaneria di porto. A lanciare l'allarme sarebbero stati gli stessi immigrati, che con un telefono satellitare avrebbero chiesto aiuto chiamando i carabinieri e segnalando l'imbarcazione in difficoltà nel Canale di Sicilia. Intanto, sono ancora senza esito le ricerche dei due migranti dispersi ieri sera durante nel naufragio di un barcone avvenuto nel Canale di Sicilia a circa 40 miglia dalla coste del trapanese tra Marsala e l'isola di Marettimo. Sulla carretta del mare che viaggiava verso le coste siciliane c'erano trenta nordafricani.

Hanno raccontato di essere partiti quattro giorni fa da Biserta, nell'estremo Nord della Tunisia, e di essere stati sorpresi dalla burrasca. Quando il motopesca mazarese ''Nuovo Alpaca'' li ha soccorsi stavano per affondare. Sono i 27 superstiti dell'ultimo naufragio di migranti avvenuto ieri nel Canale di Sicilia, a circa 40 miglia dalle coste trapanesi. Due di loro, finiti nel mare in tempesta durante le operazione di trasbordo, risultano ufficialmente dispersi anche se le speranze di trovarli ancora vivi sono praticamente nulle. Un altro sopravvissuto, che era lo scafista dell'imbarcazione, si e' lanciato in mare non appena il motopesca è entrato nel porto di Mazara del Vallo facendo perdere le proprie tracce. I superstiti, tutti giovani tunisini di età compresa fra i 18 e i 35 anni, hanno spiegato di essere fuggiti dal loro paese per la crisi che sta attraversando e hanno detto di volere cercare un lavoro in Europa o di volersi ricongiungere con alcuni familiari che già si trovano in Francia.