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Parla il legale del boss

"Ingiuste le accuse
ai figli di Provenzano"


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"L'accusa di omertà e complicità spetta alla magistratura che fino ad oggi l'ha esclusa, sicché l'affermazione del senatore Lumia non può che configurarsi come calunniosa. Sul piano umano, i figli di Provenzano scontano già da anni la 'maledizione' che una parte della società progredita, quella diversa dall'800 regala anche a chi non ha colpe proprie". E' una parte della lettera scritta dall'avvocato Rosalba De Gregorio, legale del boss Bernardo Provenzano, dopo l'appello rivolto dal senatore del Pd Lumia al figlio del capomafia Angelo a liberarsi della 'maledizione' che deriva dall'appartenenza alla famiglia del padrino convincendo l'anziano boss a pentirsi. "Sul piano morale - prosegue - mi permetto una osservazione e una domanda: i figli dei 'pezzi deviati delle Istituzioni e della politica' sono, anche loro, maledetti dal senatore Lumia e da coloro che ne condividono il pensiero? Come mai il senatore non si rivolge maledicente anche ad essi, accusandoli di complicità, omertà e, dunque, etichettandoli come mafiosi?".

"Mi spiace davvero che le interviste del giovane Provenzano (il ragazzo chiese in un'intervista che venissero approfondite le condizioni di salute del padre detenuto al carcere duro n.d.r.) - prosegue - abbiano suscitato tale reazione del parlamentare del Pd". "Il figlio del boss mafioso, che ha studiato e non vive nell'800, ritenendo di vivere in una società progredita, - spiega l'avvocato - non invoca alcuna clemenza, ma interviene sollecitato da giornalisti sul tema della salute che, nel nostro Stato di diritto è, appunto, un diritto anche dei detenuti, perfino quelli al 41 bis". "Le 'pesanti responsabilita'" di Bernardo Provenzano sono valutate dai giudici nei processi penali e la sua detenzione è affidata al circuito del 41 bis. - aggiunge - I 'conti', perciò, deve farli Bernardo Provenzano, non Angelo Provenzano che non ha nessun conto da pagare verso la società". "Oltremodo pesante e vorrei dire minaccioso - conclude - mi appare, dunque, il messaggio espresso, neppure troppo velatamente, da Lumia: se Angelo Provenzano non 'convince' il padre a collaborare diviene 'complice' dei segreti del padre, appalesandosi 'omertoso'!?".