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Emendamento alla legge elettorale

La proposta di De Luca: incompatibilità
tra sindaco e deputato regionale


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Cateno de Luca promette battaglia. Un'altra volta. Dopo la maratona oratoria dello scorso anno negli ultimi giorni di dibattito su Bilancio e finanziaria, il leader di Sicilia Vera, tornato al gruppo misto dopo la parentesi in Forza del Sud, è ancora sulle barricate. Il tema? La legge elettorale in discussione all'Ars. Alla quale, de Luca propone un emendamento che prevede l’incompatibilità tra le cariche di deputato regionale o di assessore regionale e quelle di consigliere comunale circoscrizionale o provinciale e di sindaco e presidente della provincia.

Perchè, onorevole De Luca?
“In ossequio a quanto ribadito dalla Corte Costituzionale, che si è già espressa in tal senso. Ritengo che chi ricopre delle cariche pubbliche deve avere rispetto per gli elettori ed evitare di disperdere la propria azione politica in differenti ruoli”.

Ma anche lei è deputato regionale e sindaco, di Fiumedinisi, o no?
“Esatto. E considero il doppio incarico come l'occasione di un conflitto di interessi. Un sindaco cerca di avvantaggiare come può la sua comunità, non parliamo poi di un assessore regionale che è anche sindaco”.

E i suoi compaesani non la prenderanno male?
“Mi avvio alla scadenza del secondo mandato. Anche se ci tengo a sottolineare che ho presentato anche un emendamento, poi sottoscritto anche dal deputato regionale Nicola D’Agostino dell’Mpa, affinché fosse abolito il divieto del terzo mandato consecutivo di tutti i sindaci siciliani, ad esclusione di quelli de dei comuni capoluogo. Questo perché ritengo che nella gestione di tali comuni sia fondamentale una continuità gestionale per garantire il buon governo di questi enti locali. Naturalmente gli emendamenti sul terzo mandato e quelli sulle incompatibilità camminano assieme”.

Pensa che su queste proposte si possa trovare una convergenza in Aula, malgrado il clima di contrapposizione di questi giorni?
“Potrebbe nascere qualche cosa di simpatico. Certo, il problema va affrontato, c'è un vulnus determinato dalle pronunce della Corte costituzionale. In caso contrario, presenterò almeno un centinaio di emendamenti e prometto continui interventi in Aula”.