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Le avrebbero chiesto una rinuncia scritta

Sotto processo due onorevoli siciliani
L'accusa di una giornalista: estorsione


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Il deputato Pdl Fabio Mancuso



Avrebbero costretto una giornalista a rinunciare per iscritto alle retribuzioni contrattuali: è l'accusa che coinvolge il deputato nazionale Filippo Drago e il deputato regionale Fabio Mancuso, entrambi del Pdl. Il processo, nel quale sono entrambi imputati di estorsione, si celebra davanti al tribunale di Palermo. Drago, che è anche sindaco di Acicastello (Catania), e Mancuso all'epoca dei fatti erano esponenti dell'Udc. E proprio con il gruppo parlamentare regionale di quel partito la giornalista aveva un contratto come addetta stampa. Nel 2006 il rapporto venne però interrotto.

Filippo Drago, sindaco di Acicastello



Ne scaturì una vertenza di lavoro e, in attesa di definire i termini della risoluzione del contratto, la giornalista riuscì ad avere da un assessore della giunta regionale del tempo, guidata da Salvatore Cuffaro, un incarico di portavoce. Ma la nomina sarebbe stata "bloccata" per le pressioni dei due deputati che avrebbero chiesto alla giornalista di firmare, prima di assumere il nuovo incarico, una "liberatoria" per il precedente lavoro nel gruppo dell'Udc. Questo sostiene almeno l'interessata nella denuncia da cui è nato il processo. Sia Drago sia Mancuso negano di avere mai imposto la rinuncia a diritti contrattuali.