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Ars, oggi la seduta

Nuovo round (e cazzotti)
sulla legge elettorale


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ars, legge elettorale, maira, marrocco, semplificazione, Politica
Si rialza il sipario all'Assemblea regionale siciliana e il programma si annuncia intenso. I lavori si aprono di mattina per consentire ai deputati di terminare la discussione generale sulla riforma della legge elettorale per gli Enti locali, di pomeriggio invece nuova seduta dedicata alla semplificazione amministrativa (dopo l'ennesimo stop della scorsa settimana e per la quale si prevede una “coda” di tremila emendamenti).

A rendere incandescente il clima è proprio la riforma elettorale. Da un lato la maggioranza preme sull'acceleratore per approvare il ddl entro fine mese in vista della prossima tornata elettorale di maggio; dall'altro la maggioranza annuncia battaglia.
“Il Pid – spiega il capogruppo Rudi Maira – presenterà circa 400 emendamenti, ma con quelli firmati da Pdl e Forza del Sud arriviamo a oltre duemila. Questa legge ha alcuni spunti utili, come la sfiduciabilità dei sindaci da parte dei cittadini, ma non è prioritaria. Non c'è alcuna fretta di approvarla. I temi di cui occuparci con urgenza sono altri: dalla formazione alla sanità. Non dimentichiamo poi che siamo in esercizio provvisorio e andiamo verso la proroga fino alla fine di aprile”.

Calendario alla mano, per Maira i tempi sono troppo stretti e non si arriverà ad approvare il ddl in tempo per le elezioni di maggio. “C'e' la semplificazione – spiega - e poi la proroga dell'esercizio provvisorio ci porterà via un'altra settimana. Non credo che si potrà approvare la legge elettorale in tempo”. Anche se molto dipenderà dal numero di emedamenti che la presidenza giudicherà inammissibili. “Questo – ironizza il capogruppo del Pid - dipenderà dall'umore del presidente Cascio”.

Chi invece spera nel “buonsenso dell'opposizione” è il capogruppo di Fli Livio Marrocco. “Questa legge – dice - è frutto dell'accordo di tutte le forze politiche. Anche l'opposizione ha partecipato alla stesura del testo, anche se poi si è tirata indietro. Spero che ci sia collaborazione e uno spirito costruttivo”.

Quella più accreditata resta la strada dell'ostruzionismo che ha già dato i suoi frutti nell'ultima seduta parlamentare, quando i deputati della minoranza si sono alternati a parlare 30 minuti a testa, termine concesso da regolamento dal presidente di turno dell'Ars Santi Formica (Pdl), mentre molti deputati della maggioranza seguivano gli interventi sui monitor nella sala ristorante della bouvette di Palazzo dei Normanni, vista l'ora tarda.