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Muro contro muro

Legge elettorale, è bagarre
Ne fa le spese la semplificazione



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Stop alla riforma elettorale per gli enti locali all'Assemblea regionale siciliana, tra le urla del capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, che urla "vergogna... vergogna" al presidente di turno, Santi Formica (Pdl). A chiedere la sospensiva, in base al'art. 101 del regolamento, sono stati alcuni deputati dell'opposizione. Formica ha messo ai voti la richiesta, che è passata a maggioranza, tra le grida e le contestazioni di alcuni parlamentari. Formica quindi ha sospeso la seduta per alcuni minuti.

La cronaca della giornata
E' iniziato alle 9.46
il lungo giorno dell’Assemblea regionale siciliana. A rendere incandescente il clima è proprio la riforma elettorale. Da un lato la maggioranza preme sull’acceleratore per approvare il ddl entro fine mese in vista della prossima tornata elettorale di maggio; dall’altro la minoranza annuncia battaglia con migliaia di emendamenti e decine di interventi. I giochi si aprono con la richiesta di sospensiva presentata dall’opposizione e l’intervento, in senso opposto, del capogruppo del Partito democratico Antonello Cracolici. Il clima si surriscalda ben presto, anche per “merito” di Giovanni Panepinto che coglie l’occasione per criticare l’intervista rilasciata a “Presa diretta” dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio. “Ho scoperto – ha detto – che in questo palazzo si ruba benzina, ci sono 90 accattoni. Non so se gli altri 89 deputati hanno coraggio resistere a quello che è stato detto in trasmissione, io no. L’unica proprietà di cui dispongo nei registri immobiliari è la mia dignità, non posso consentire che il mio presidente mi additi come ladro benzina”. Rivolgendosi poi al segretario generale lo ha invitato a “mandare gli atti alla Procura perché, in caso contrario, si renderebbe responsabile di omissione”.

In questo clima, tutto meno che sereno, il presidente di turno Santi Formica mette ai voti la richiesta di sospensiva. L’Aula, tra le urla del Pd, approva e i lavori vengono “stoppati” per qualche minuto (almeno nelle intenzioni). In 30 minuti quindi un litigio e una sospensione… ed è solo l’inizio…

Poco meno di mezz’ora ed è tutto da rifare. Runioni, vertici, conferenze dei capigruppo, ordini del giorno. Tutto il lavoro delle ultime settimane viene sovvertito. In un’aula semivuota l’Assemblea regionale siciliana ha approvato la richiesta di sospensiva presentata dal Pdl in merito al ddl di riforma della legge elettorale per gli Enti locali.
“Tutto più facile del previsto – commenta il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini – ora la capigruppo deciderà cosa fare”. Tutto facile in effetti. Non c’è stato bisogno dei tremila emendamenti annunciati dagli azzurri, né degli interventi fiume. E’ bastata una richiesta e una votazione in un’aula non troppo affollata. “In Aula c’erano sono otto esponenti della maggioranza”, sottolinea Leontini. “L’opposizione – rincara la dose Toto Cordaro del Pid – è compatta, la maggioranza invece non c’è. Né fisicamente né politicamente. Questo significa che la legge elettorale non è una priorità, è la dimostrazione del ricatto messo in atto dal Pd nei confronti del presidente Lombardo e che non trova riscontro negli altri partiti”.

A difendere la compagine che sostiene il governatore è Giulia Adamo: “Non è vero che siamo divisi, la maggioranza c’è. Abbiamo avuto qualche difficoltà perchè i deputati dell’area catanese sono arrivati in ritardo per traffico in autostrada. L’opposizione sta facendo solo ostruzionismo. Non quello buono, di chi si oppone a una legge ingiusta. Ma quello sterile di chi vuole sovvertire quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo”.

Riprenderà alle 16 la seduta dell'Ars, sopesa dopo il voto che ha sospeso la discussione generale sul dll elettorale per gli enti locali e poi riaperta dal presidente di turno, Anti Formica, per comunicare il rinvio a oggi pomeriggio. Al secondo punto dell'ordine del giorno c'é il disegno di legge sulla semplificazione amministrativa. Alle 15 si riuniranno i gruppi di maggioranza. L'idea sarebbe di andare al muro contro muro.

Torna dunque all'Ars, nel pomeriggio, il ddl sulla semplificazione amministrativa, dopo la sospensione e l'approfondimento in commissione Affari istituzionali, come era stato chiesto dall'assessore alle Autonomie locali, Caterina Chinnici. Al testo l'opposizione ha presentato 800 emendamenti. Potrebbe ritornare presto in aula anche il ddl elettorale per gli enti locali, la cui discussione generale è stata sospesa dall'aula che ha approvato la richiesta presentata dai deputati del Pdl e che ha suscitato la vibrante protesta del capogruppo del Pd, Antonello Cracolici.

Gli sviluppi dopo la riunione dei capigruppo
Rinviare in commissione Affari istituzionali
il ddl sulla semplificazione amministrativa firmato dall’assessore alle Autonomie locali Caterina Chinnici e, di conseguenza, riprendere la discussione generale sulla riforma della legge elettorale. E’ questo l’orientamento della maggioranza, deciso nel corso di un vivace riunione avvenuta nella sala rossa di Palazzo dei Normanni. Il rinvio in commissione del ddl Chinnici sarà chiesto perché, spiega il capogruppo di Fli Livio Marrocco “gli uffici hanno ristretto il testo a 18 articoli (41 nella prima stesura ndr.) ed è giusto che i membri della commissione possano discuterlo per arrivare a scelte condivise”. Richiesta che verrà supportata anche dai nove esponenti del gruppo misto, come chiarito dal capogruppo Fiorenza.

Scorrendo l’ordine del giorno si arriverebbe così al ddl relativo agli orari degli esercizi commerciali, che però non è ancora pronto. Ecco allora che si torna alla riforma elettorale. “Due gli scenari possibili – spiega dall’Mpa Lino Leanza – o si procede a una riunione di capigruppo o andiamo alla discussione generale”. Scenari diversi che potranno essere definiti solo in aula. E in vista dell’aula la maggioranza presenterà un emendamento per far sì che la riforma possa essere applicata solo nel 2012. “In questo modo – aggiunge Leanza – si risponde ad alcune critiche dell’opposizione”. E da Leanza anche una “bacchettata” ai colleghi per il nulla di fatto con cui si sono concluse le ultime sedute. “Ormai - ammette – si vive alla giornata”.
Dalla riunione di maggioranza però sono emerse non solo indicazioni per l’aula, ma un modus operandi al quale attenersi. “Ci saranno incontri dei capigruppo prima di ogni seduta - aggiunge Leanza – ed è emersa la necessità di una maggiore vicinanza del presidente Lombardo ai partiti che lo sostengono”.

Torna in commissione Affari istituzionali il disegno di legge sulla semplificazione amministrativa. L'Assemblea regionale ha accolto la richiesta del presidente della commissione, Riccardo Minardo (Mpa), di rinvio del testo alla Affari istituzionali in quanto riscritto dal governo che con alcuni emendamenti ha ridotto il numero degli articoli da 41 a 18. Si tratta dell'ennesimo rinvio del ddl. L'esame era già stato sospeso nella penultima seduta dell'Ars, su richiesta del capogruppo del Pd, Antonello Cracolici. Il provvedimento era tornato in commissione Affari istituzionali per un approfondimento informale tra governo e capigruppo per consentire modifiche anche alla luce di alcuni dubbi che aveva espresso in aula l'opposizione. La richiesta di Minardo è stata contestata dai deputati dell'opposizione Fabio Mancuso (Pdl) e Michele Cimino (Fds), mentre a favore si sono espressi Francesco Musotto (Mpa) e Giulia Adamo (Udc). Favorevole al rinvio in commissione anche l'assessore Chinnici.