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dopo le dichiarazioni a 'presa diretta'

Tensione tra i corridoi dell'Ars,
tutti contro Francesco Cascio


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C’e’ malumore nelle stanze di Palazzo dei Normanni. La colpa non è però degli scontri, più o meno ortodossi, tra maggioranza e opposizione ma delle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Assemblea Francesco Cascio a “Presa diretta” che stanno provocando un vero e proprio terremoto.

“Quando sono diventato presidente dell’Assemblea - ha detto l’azzurro ai cronisti della trasmissione Rai - ho tolto le auto blu a tutti i presidenti delle commissioni, dopo di che ho preso i libri dei carburanti, assieme al mio capo di gabinetto, e abbiamo fatto una media dei consumi con i chilometri fatti. Può consumare una macchina un litro per 300 metri? Normale che c’é la cresta, no?”.

Parole che non sono passate inosservate, anzi. Il primo a criticare l’atteggiamento del presidente è stato, intervenendo in aula, il democratico Giovanni Panepinto. “Ho scoperto – ha detto – che in questo palazzo si ruba benzina, ci sono 90 accattoni. Non so se gli altri 89 deputati hanno coraggio resistere a quello che è stato detto in trasmissione, io no. L’unica proprietà di cui dispongo nei registri immobiliari è la mia dignità, non posso consentire che il mio presidente mi additi come ladro benzina”. Rivolgendosi poi al segretario generale lo ha invitato a “mandare gli atti alla Procura perché, in caso contrario, si renderebbe responsabile di omissione”.

“A questo punto – commenta dal Pid Toto Cordaro –i capigruppo si siedano intorno a un tavolo senza distinzione tra maggioranza e opposizione per comprendere quale sia l’azione più idonea da intraprendere per tutelare la trasparenza dell’amministrazione dell’Ars e la sacralità dell’istituzione”. “Il Pdl - aggiunge – ha evidentemente un problema interno e sarebbe il momento di risolverlo”.

E in effetti i conti in casa Pdl non tornano. Per il capogruppo Innocenzo Leontini “è difficile dare torto a Panepinto. Quelle di Cascio mi sembrano dichiarazioni fuori luogo nei modi e nei contenuti”.

Dall’Udc Giulia Adamo si dice “allibita”: “non ho parole. Ho sempre pensato che Cascio fosse un uomo capace e competente, che ha svolto il difficile ruolo di presidente con eleganza e correttezza. Non l’ho mai sentito usare, neppure nelle situazioni più difficili, quel linguaggio”.

“Ha anche usato un linguaggio terrificante – rincara la dose Mario Parlavecchio – è lui quello che gestisce di fatto l’Assemblea. Non può usare quello che succede strumentalmente. Perché non veniva in aula a dire queste cose?”.