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Ancora dissidi

Ars, nuova tabella di marcia
Ma ennesimo nulla di fatto


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ars, governo, raffaele lombardo, Politica
Sembrava fosse arrivato il turno del ddl che riforma gli orari di apertura delle strutture commerciali all’Ars, ma invece anche oggi la seduta dell’Aula si è conclusa con un nulla di fatto. A chiedere la sospensione (ancora una volta) della discussione del disegno di legge è stato, con una comunicazione scritta, l’assessore alle Attività produttive Marco Venturi. Richiesta motivata dal fatto che “la commissione non ha concluso la sua attività” .

Tutto inizia di mattina, quando la conferenza dei capigruppo stabilisce che nel pomeriggio si procederà con l’esame del ddl commercio mentre domani toccherà alla discussione generale della riforma elettorale per gli Enti locali. L’ordine dei lavori non piace nè alla maggioranza né all’opposizione. Per il capogruppo Pd Antonello Cracolici infatti: “Il presidente Formica ha deciso di non decidere. Non si è voluto mettere in calendario per oggi la legge elettorale solo perché ieri è stata votata la sospensiva ed era quindi meglio concedere altro tempo per riflettere”. Dall’altro lato della barricata il capogruppo di Fds Titti Bufardeci sottolinea invece che “l’Aula ieri ha approvato una richiesta di sospensiva. Significa che condivideva i dubbi sollevati, dubbi che non sono stati chiariti. Quindi rimettendola all’ordine del giorno di domani mattina che si ottiene?”.

Nel pomeriggio l’aula si apre con queste premesse e lo scontro non tarda ad arrivare. Il vicepresidente vicario Santi Formica comunica il calendario provvisorio stabilito dalla Presidenza (in quanto nella conferenza dei capigruppo non è stato raggiunto il consenso dei presidenti in rappresentanza dei due/terzi dell’Assemblea). “Se la presidenza dovesse ravvisare le condizioni per giungere alla conclusione dell’iter per il ddl elettorale - dice Formica – l’aula sarà convocata anche venerdì, data ultima della finestra legislativa prima di bilancio e finanziaria”. Da qui interventi su interventi.

“Per questa maggioranza – tuona Cracolici - sarebbe un errore tragico non fare la legge elettorale prima di qualsiasi altro atto compresi bilancio e finanziaria. La decisione della presidenza serve solamente a non fare la legge elettorale. E poi quali sono condizioni per tenere aula venerdi’ ? Che non inizi a piovere in aula? Se l’opposizione vuole il gioco duro siamo pronti al gioco durissimo”. “La legge elettorale - replica Salvino Caputo - non si può fare in questo modo, questa è politica di bassa lega. Deve essere mantenuta la sospensiva perchè non sono venuti meno i motivi che hanno portato al rinvio della discussione. Non consentiremo a questo Parlamento di approvare legge elettorale prima di bilancio e finanziaria”.

“Trabocchetti mattutini, regole calpestate, accordi traditi… adesso anche il ‘deputato-turista’ che viene spostato da un gruppo all’altro per forzare il regolamento. Questo centrodestra - secondo Bruno Marziano - non sa più cosa inventare per impedire alla maggioranza di fare quello che avviene in qualunque parlamento democratico: decidere le legge da approvare . In questo modo si apre un meccanismo perverso. Io milito in un partito che sa bene cosa significa fare opposizione: bisogna essere propositivi, si può anche fare ostruzionismo ma non si può pretendere di paralizzare tutto per i propri interessi politici. La cosa più grave è che con questo modo di fare si delegittima tutto Parlamento e si fa un danno incalcolabile alla Sicilia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo Pdl Innocenzo Leontini, secondo il quale “Cracolici parte dall’arrogante presunzione che il Parlamento possa essere spogliato delle sue prerogative e si possa imporre la legge elettorale”. Due le condizioni poste da Leontini per il dialogo “il governo venga in aula a chiedere prosecuzione esercizio provvisorio e si riporti in commissione la legge elettorale, da fare camminare parallelamente alla semplificazione”. “Nessun problema – controreplica Cracolici, che propone di andare avanti con legge elettorale e semplificazione - a far venire qui il governo per chiedere l’esercizio provvisorio, ma senza riconoscere vinti o vincitori”.

Alla fine della giornata resta l’ennesimo nulla di fatto, l’ennesima legge uccisa dagli scontri d’aula, resta l’eco delle discussioni andate aventi per tre ore, delle prove di dialogo accennate e subito naufragate. Resta una notte di trattative e resta l’appuntamento per domani alle 10 con all’ordine del giorno la legge elettorale.