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Botta e risposta

Cateno, tra Sandokan e il Papa:
"Ero pronto allo spogliarello integrale"


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ars, cateno de luca, regione, Politica
Nel suo profilo facebook alla voce “film preferiti” cita Uccelli di rovo, Sandokan, La Piovra, Il delitto Mattei e Papa Giovanni Paolo II; quanto alla musica preferisce invece le melodie barocche, etniche e quelle della tradizione siciliana. Alla voce “su di me” scrive solo “parlano i fatti”.

E in effetti, mai frase fu più azzeccata. Un episodio su tutti: nel 2007 convoca la stampa in quel di Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale e “tempio” della politica, per protestare contro la decisione dell'allora presidente Gianfranco Miccichè di estrometterlo dalla commissione Bilancio. Per farlo però lascia la consueta postazione davanti alla platea e si spoglia, rimanendo coperto solo da una bandiera con la Trinacria, simbolo della Sicilia, legata alla vita. E tra lo stupore di commessi e cronisti mostra "tre regali per Miccichè": un piccolo Pinocchio ("per le bugie che ha detto sulla mia estromissione dalla commissione"), una coppola ("perchè ho subito un sopruso mafioso") e una Bibbia ("perchè Miccichè si converta ai sani principi della politica, specie se ha davvero intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione").

Lui è Cateno De Luca, classe 1972 originario di Fiumedinisi (ME), parlamentare regionale. E' uno dei parlamentari più attivi, soprattutto se si guarda alle “migrazioni” all'interno dell'Assemblea. Eletto con l'Mpa, è sbarcato al gruppo misto prima di approdare a Forza del Sud e quindi fare ritorno al misto. Oggi ha siglato un'adesione “tecnica” con il Pdl. Cosa da poco? Non proprio. Il suo passaggio è bastato a spostare il baricentro della conferenza dei capogruppo dove la maggioranza non rappresenta più i due terzi dei deputati (quota che permette di approvare l’ordine del giorno senza ulteriori passaggi d’Aula).

Onorevole come spiega la sua adesione "tecnica" al Pdl?
“Sono stato coerente con quanto detto in aula  avevo l'esigenza di impedire che il capogruppo del Pd Cracolici forzasse il calendario dei lavori e ho fatto quello che potevo. La mia adesione tecnica terminerà infatti la prossima settimana, quando tornerò al gruppo misto. Quando annuncio la guerra, la faccio. Non sono di quelli che dicono di fare la lotta e poi tendono la mano...”.

Guerra significa anche un nuovo spogliarello?
"Quest'anno ho minacciato i colleghi deputati che lo avrei rifatto, ma in versione integrale, se non avessero inserito l'incompatibilità tra sindaco e deputato nel ddl di riforma della legge elettorale per gli enti locali. Sanno che farei veramente e hanno voluto evitarlo...”.

Di lei i critici dicono che è abituato a cambi di casacca, che cambia facilmente idea.
“Non bado alle accuse, ho fatto e farò ancora tanto per raggiungere il mio scopo. Voglio – spiega - cambiare il vecchio modo di intendere la politica, con i palazzi che sono diventati roccaforte della casta. C'è un'organizzazione centralista che soffoca i territori. Io invece, con il movimento Sicilia Vera, voglio ridare spazio alle municipalità, al territorio. Non a caso il 31 marzo costituiremo la 'Lega delle municipalità”.

Di "casta" si parla spesso, l'ultimo in ordine di tempo a denunciare sprechi è stato il presidente dell'Assemblea Francesco Cascio. Che ne pensa?
“Lui è uno dei peggiori esempi della casta. Da quando è alla presidenza le spese di gestione dell'Assemblea sono aumentate, non può adesso ergersi a moralizzatore. Credo si affetto dalla sindrome della Torre Pisana. Di certo – promette battagliero – quest'anno il bilancio non sarà approvato in una pausa pranzo come prassi, chiederò tutti i documenti e li verificherò”.