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I referendari del Pd presentano le firme
“A maggio vota il popolo delle primarie”


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Il giorno dopo la mezza tregua siglata nel gruppo parlamentare, nel Pd il fronte del no al governo Lombardo rialza la testa. Con la consegna, nella sede regionale, delle cinquemila firme raccolte per chiedere un referendum alla base del partito sul sostegno al governo regionale. I promotori del referendum hanno incontrato i giornalisti per presentare l'iniziativa. “Abbiamo raccolto 5.011 firme, che rappresentano il 10 per cento degli iscritti, una cifra ben al di sopra di quella richiesta dal regolamento”, ha detto l'ex parlamentare Franco Piro.

Il quesito che sarà sottoposto alla base è: “Condividi la permamanenza del Partito democratico nella maggioranza che sostiene il governo Lombardo?”. Referendum analoghi si sono già tenuti sul territorio, come ha ricordato il deputato Giovanni Burtone, a Gela, Caltagirone ed Enna, con esiti schiaccianti contro la permamanenza del partito nella maggioranza. Bisognerà adesso capire quando e come si procederà alla consultazione. Il senatore Enzo Bianco propone “di coinvolgere il popolo dellp rimarie che ha eletto il segretario Lupo, per evitare infiltrazioni di altri partiti”. Quando? “Già a maggio si potrebbe fare”, dice al cronista a margine della conferenza stampa lo stesso Bianco. “Bisogna togliere il sostegno del Pd al governo Lombardo, che non è adeguato ad affrontare i problemi della Regione siciliana”, dice l'ex ministro dell'Interno.

E se Pippo Zappulla, tra i promotori del referendum, fa riferimento nel suo intervento alla “vicenda giudiziaria ancora irrisolta” che coinvolge il governatore, Giovanni Bruno, esponente della mozione Marino ricorda che “gli elettori hanno votato il Pd per fare l'opposizione a Lombardo”.

Miguel Donegani, uno dei tre deputati regionali presenti (con Bernardo Mattarella e Giacomo Di Benedetto), osserva che “non è all'ordine del giorno un problema di alleanze con l'Mpa. Le alleanze si fanno e si sottopongono al giudizio degli elettori, mentre all'Ars si è cambiato in corsa”. Presenti anche l'ex presidente della Regione Angelo Capodicasa, il senatore Mirello Crisafulli (che ha contribuito alla causa con oltre mille firme dalla provincia di Enna, laddove invece altre province hanno portato una dote più modesta) e il deputato Tonino Russo, che a margine osserva: “Il gruppo dirigente del Pd è stato legittimato dalla base che aveva votato una linea inequivocabile, per un'opzione di alternativa”.