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il commento

Brancaccio e quelle note stonate
di chi fa impresa


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alessandro albanese, brancaccio, confindustria, incendio, racket, spinnato, Cronaca
C'è la puzza, acida, del bruciato dei capannoni di Brancaccio dati alle fiamme dal racket. Gli uomini di Graviano che si rifanno sentire e fanno ripiombare Palermo nell'incubo dell'omertà e del silenzio di chi fa impresa. E c'è un altro maleodorante aspetto di questa vicenda. Tra le righe delle dichiarazioni di chi è stato colpito dai mafiosi.

Dichiara il titolare della"Fipa", affittuario di uno dei sette capannoni distrutti nel rogo di giovedì notte: "Non ho mai pagato il pizzo, ma anche quando, adesso non potrei certo pagare dopo tutti questi danni". Una dicharazione lineare nella sua drammaticità, rilasciata a Romina Marceca di Repubblica. Un messaggio a chi di competenza? Un volere mettere le mani avanti di fronte a possibili nuove "visite" degli emissari del racket? O una semplice e terribile constatazione, un "rimprovero"  ai boss della zona: "Non mi avevate cercato, mi avete distrutto tutto e quindi ora arrangiatevi e andate a chiedere da qualche altra parte".

Messaggi cifrati o crudeli prese d'atto di un territorio che non lascia scampo. Lo conferma Natale Spinnato, l'imprenditore proprietario dei sette capannoni andati in fumo: "Io dico - spiega sempre nell'edizione odierna di Repubblica -  che bisogna trovare un giusto compromesso nell'imprenditoria della città. Io l'ho fatto". Uno si aspetta che stia parlando della rivolta antiracket che ha scosso le coscienze di Palermo, che si riferisca all'esempio che ha lasciato in eredità Libero Grassi, al nuovo corso di Confindustria Sicilia. No, ammette candidamente Spinnato: "E' inutile negare che alcune visite si ricevono in ditta. Tutti sappiamo chi sono. Loro mi chiedono lavori per qualche amico e io lo faccio. Per me l'importante è lavorare. Poi ovviamente applico un piccolo sconto o verso una provviggione al procacciatore d'affari. Tutto qua. A me sta bene così". La speranza è che non stia bene così ad Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo che a Brancaccio ha visto nascere le sue aziende.