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la consegna della tangente

Ingrassia all'imprenditore:
"Se non paghi non lavori più"


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ingrassia, tangente, Vitrano, Cronaca
Si dovevano vedere in un bar in via Principe di Belmonte, all'angolo con via Wagner, in pieno centro a Palermo. All'appuntamento con il deputato Gaspare Vitrano, ora in stato di fermo all'Ucciardone, l'imprenditore del fotovoltaico che ha denunciato la richiesta di tangente, si è presentato puntuale, alle 17, con una mazzetta di diecimila euro di banconote fotocopiate in precedenza, come aveva disposto la squadra mobile, e una microspia.

Pier Giorgio Ingrassia è arrivato in moto e insieme hanno atteso il deputato. Gli agenti hanno avuto modo di ascoltare in diretta le pressioni di Ingrassia per indurre l'imprenditore a pagare la tangente. ''Se non paghi non potrai più lavorare'', avrebbe detto Ingrassia nel colloquio al bar. Solo verso le 18 e arrivato, con l'auto blu, il deputato che ha invitato Ingrassia e l'imprenditore a seguirlo negli uffici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, in via Cusmano. Il deputato sosteneva di avere li' un appuntamento, ma gli investigatori sospettano che Vitrano ritenesse l'Asp un luogo più ''sicuro''. Proprio li' ha ricevuto dalla vittima una busta con le banconote. Il deputato non ha ritenuto di aprirla perchè ''tanto - avrebbe detto - ci rivedremo lunedì per il resto''. Subito dopo, nell'atrio degli uffici dell'Asp, hanno fatto irruzione gli agenti ai quali Vitrano ha consegnato la busta. Il deputato si è giustificato dicendo di non conoscerne il contenuto perchè non l'aveva ancora aperta.