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La testimonianza

Vitrano grida dall'Ucciardone:
"Giuro, non c'entro niente"


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Smarrito, confuso, sull'orlo di una crisi di pianto. Gaspare Vitrano è un uomo distrutto. Colto in flagranza di reato con in tasca 10 mila euro in banconote "segnate", il deputato del Pd è stato trasferito in nottata all'Ucciardone. Davanti alla Questura, ad una parente accorsa per sapere delle sue condizioni, ha gridato: "Dillo a tutti che non c'entro niente, dillo, lo giuro, io non c'entro niente".

L'avvocato Vincenzo Lo Re che ha assunto la sua difesa tornerà in città domani. L'udienza di convalida del fermo, molto probabilmente, si terrà lunedì mattina. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Maurizio Agnello ed Emanuele Ravaglioli. Tutto da decifrare è il ruolo del secondo fermato di ieri. Si chiama Pietro Ingrassia e avrebbe svolto il ruolo di mediatore tra l'imprenditore del fotovoltaico esasperato dalle lentezze burocratiche e il parlamentare regionale.

Sarebbe stato proprio Ingrassia a chiedere la tangente da 20 mila euro, 10 mila dei quali sarebbero poi finiti nelle tasche di Vitrano. Anche Ingrassia è stato portato in carcere.