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Marino avvia l'indagine interna


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Incrementare i controlli sulla gestione delle attività imprenditoriali, degli interventi infrastrutturali autorizzati, sui benefici ottenuti e sul corretto uso delle risorse economiche concesse dalla Regione nei settori dell’energia, delle miniere, delle cave, delle torbiere, delle saline, delle acque e dei rifiuti. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato stamani dall’assessore regionale all’Energie e ai servizi di pubblica utilità Giosuè Marino e dal comandante regionale delle Fiamme Gialle generale Domenico Achille. Attraverso controlli incrociati si vuole quindi impedire l’attuazione di comportamenti illeciti in settori di interesse strategico per la criminalità.

“Si tratta – spiega Marino – di uno strumento utile nell’ottica della prevenzione dell’illecito e della diffusione della legalità. Il settore dell’energia è certamente al centro degli interesse della criminalità e della speculazione”. Il protocollo prevede che l’assessorato trasmetta ai comandi provinciali della Guardia di Finanza competenti per territorio tutti i provvedimenti autorizzativi rilasciati, le informazioni sui beneficiari e ogni altra notizia utile. Queste informazioni verranno integrate con quelle di cui è in possesso il Corpo e, nel caso di fatti penalmente rilevanti la Guardia di Finanza (previo nulla osta dell’autorità giudiziaria) comunicherà i profili amministrativi di interesse alla Regione che potrà adottare i provvedimenti sanzionatori di sua competenza.

“L’intesa siglata stamani – precisa il generale Achille – si inserisce in un quadro più ampio che ha portato alla sottoscrizione di accordi simili con altri assessorati o con l’Università. Vogliamo aggiungere le nostre conoscenza a quelle dell’assessorato scoraggiando quanti pensano di mettere in atto comportamenti criminali. Con gli uffici dell’assessorato verranno poi individuate delle aree di interesse su cui focalizzare l’attenzione”.

Il protocollo potrà esser rinnovato con cadenza triennale ma semestralmente sarà oggetto di verifica per testarne l’efficacia. In merito al consistente arretrato 'ereditato' al momento del suo insediamento (6 mesi fa), l’ex prefetto di Palermo preferisce non far polemica con il suo predecessore e chiarisce: "io guardo all'oggi, al presente e a come fare per lavorare bene. Marino precisa poi che “l’iniziativa rientra nell’ambito della riorganizzazione dell’assessorato messa in atto dall’insediamento. Sto lavorando su due fronti: su un sistema di prevenzione dell’illecito che passa anche attraverso questi protocolli di legalità e una riorganizzazione interna che porti a superare le difficoltà strutturali e organizzative. Puntiamo anche alla standardizzazione delle procedure con gli altri assessorati per avere un iter più veloce e trasparente. Certo, non si reinventa un assessorato nell’arco di un mattino”.

Sul caso Vitrano e sul possibile coinvolgimento di alcuni funzionari, infine, Marino ammette: “del caso conosco poco. Sulla base delle notizie che mi verranno fornite, se necessario, svolgerò delle indagini interne”. Una parte dell’inchiesta punta infatti ad appurare l'ipotesi di legami tra i politici coinvolti e alcune figure burocratiche che avrebbero accelerato le procedure dietro pagamento di tangenti.

Aggiornamento (Fonte ANSA)
L'assessore regionale all'Energia, Guido Marino, ha avviato una indagine interna, negli uffici del suo assessorato, dopo l'arresto del deputato regionale Pd Gaspare Vitrano e dell'ingegnere Pier Giorgio Ingrassia fermati venerdì scorso dopo aver intascato una mazzetta da 10 mila euro da un imprenditore del fotovoltaico. La Regione non ha ricevuto ufficialmente alcuna comunicazione dalla procura che conduce l'inchiesta sul presunto caso di concussione.