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Lettera a Massimo Russo

Benedetta Sanità


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, Cronaca
Caro Assessore Russo,

Noi siamo quelli che abbiamo raccontato la storia del mignolo. Riassumiamo. Due ore e mezza in un Pronto soccorso senza potere ricevere conforto per il dito nano fratturato. Alcuni lettori hanno riso. E siamo sicuri che pure il suo proverbiale cipiglio si sarà spianato. Altri hanno riflettuto. Forse un mignolo, assai meno nobile perfino dell'anulare,  muove al sorriso. Resta il punto. Se io ho un piccolo problema di salute, visto che il medico di famiglia è spesso indisponibile o indisponente, visto che la guardia medica è affollata, visto che il Pronto soccorso è intasato, chi me lo deve risolvere?

E fosse solo una storia (minima) di mignoli, Caro Assessore. Qui c'è un problema di interpretazione. La riforma che lei racconta mirabile, molti medici la raccontano con aggettivi irriferibili. Sono tutti amici di Cuffaro? I dati positivi che lei enumera cozzano contro le quotidiane esperienze di parecchie persone che negli ospedali trovano inefficienza e disagi, esattamente come prima. Non salti dalla sedia, qualcuno ha l'impressione che, tagliuzzando, tagliuzzando, si siano abolite roccaforti essenziali a presidio dei cittadini. E' un discorso che non le piace, però tant'è.

A noi, d'altra parte, non piace un risvolto, così siamo pari. Avete la sindrome del complotto, Caro Assessore. Ogni volta che su un giornale viene pubblicato un articolo non compiacente la prendete malissimo, perché siete convinti che la stampa, i poteri forti, la Cia, Topolino e Babbo Natale stiano lì a ordire una trama sulfurea contra la Magnifica Riforma della Sanità. Infatti, a ogni replica sui casi denunciati, c'è sempre una manina che, alla fine del comunicato, appone un dotto richiamo deontologico circa la responsabilità della stampa.

Stia tranquillo, Assessore. Per quanto ci riguarda, non tramiamo oscuramente in cantina. Ci sforziamo di dire la nostra alla luce del sole. E dobbiamo proprio dirlo: a prescindere dalle sue ottime intenzioni, il livello normale di prestazioni sanitarie non è migliorato. Qui si vince o si perde, la guerra, non soltanto con i numeri pur felicemente contenuti da lei. I pessimisti addirittura affermano che, in qualche caso, la sanità siciliana sia peggiorata. Noi non ci crediamo. Ma allora perché taluni sostengono il punto? Lei che ne pensa? Se la sono legata al mignolo?