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Palma di Montechiaro

I ragazzini e il carnefice:
adescati con la Play station


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bambini, pedofilia, Cronaca
Il corpo di un ragazzino vale quanto un gioco della Play station. La pensava così G.R.M., cinquantunenne, invalido civile di Palma di Montechiaro, nell'agrigentino.

Una vita silenziosa passata in larga parte a casa. Giornate che in qualche modo dovevano essere riempite. E il presunto orco arrestato oggi dai poliziotti della mobile di Agrigento, avrebbe pensato di dare libero sfogo a una serie di inconfessabili perversioni. Secondo gli inquirenti, da tempo, l'uomo sarebbe diventato l'aguzzino di un gruppo di minorenni, tutti ospiti di due comunità per extracomunitari - una di Palma, l'altro di Naro. Ragazzini adescati con la scusa della Play station e poi, secondo l'accusa, violati dall'uomo, pare anche sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Non basta, le giovanissime prede sarebbero state indotte alla prostituzione. In cambio pochi spiccioli, qualche regalo "da ragazzi", gli ultimi giochi per la Play station, ma anche droga, come riferiscono gli investigatori.

Poi, qualcosa nel gioco subdolo, non va per come previsto nella trama dell'orrore. Qualcuno mette la pulce nell'orecchio della polizia. Partono gli appostamenti, le intercettazioni ambientali e telefoniche. Fino a che i dubbi da chiarire si smaltiscono e non parte il provvedimento restrittivo, emesso del Gip del tribunale dei minori di Palermo. L'uomo, stamani, è stato arrestato dagli uomini di Alfonso Iadevaia, vice questore aggiunto ad Agrigento. Per lui l'accusa è di induzione alla prostituzione e cessione di sostanza stupefacenti a minori.