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Chiude il centro per i disturbi alimentari
e i volontari del Policlinico insorgono


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Dopo 11 anni di attività l'ambulatorio per la diagnosi e la cura dei "Disturbi del comportamento alimentare" del Policlinico "Paolo Giaccone" è stato chiuso. Lo rendono noto gli psicologi, gli psicoterapeuti (tutti volontari) e gli specializzandi che hanno assicurato il servizio, attivo dal 2000. In una nota gli operatori che hanno sostenuto con il volontariato l' attività della struttura lamentano la "sordità del manager Mario La Rocca e dei dirigenti dell' Azienda alla domanda di assistenza degli ammalati" e segnalano soprattutto come la chiusura dell' ambulatorio "vada colpire i cento pazienti sino ad ieri assistiti, recidendo l'indispensabile relazione terapeutica con gli operatori sanitari. E tutto questo accade proprio mentre il Ministero della Salute lancia una campagna proprio per l'individuazione precoce e la cura dei disturbi alimentari".

"In 11 anni di attività l' ambulatorio - prosegue la nota- ha seguito le patologie di mille persone correlate ai disturbi del comportamento alimentare, nel rispetto delle linee guida ministeriali. Queste patologie sono per altro in aumento, sono resistenti ai farmaci e vanno affrontate con la psicoterapia".

L' ambulatorio, inoltre, "ha svolto profilassi primaria e secondaria nelle scuole della Provincia". Sono circa 65 mila - ricordano i volontari del Policlinico - i giovani tra i 15 ed 24 anni che accusano in Italia disturbi nel comportamento alimentare. Ogni anno la statistica registra 15 mila nuovi casi. Le patologie più note sono l' anoressia e la bulimia. La diffusione è indipendente dalla classe sociale. Sono poi in aumento i casi maschili, quelli precoci e le cronicizzazione nella terza età.