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Un componente del collettivo "Anomalia"

"Conosciamo gli aggressori
Ma noi non ci dissociamo"



, Cronaca
Sono stati accusati da Causa Pound di aver aggredito sette dei loro componenti, e di averlo fatto in 30. Parla
Giorgio Martinico, appartenente al gruppo 'Anomalia'. "Non un centro sociale ma uno studentato occupato", dove si promuove la politica "antifascista", anche attraverso la "militanza". Martinico spiega che 'Anomalia' conosce chi ha preso parte all'aggressione, ma non si dissocia e commenta queste accuse definendole "falsificazioni" da parte di coloro che "minacciano" di continuo e poi vanno a "piangere". Quelli di "Anomalia" intanto saranno oggi alla Mondadori, in occasione della presentazione del libro "Nessun dolore" promosso proprio da Casa Pound: il termine di una campagna di boicottaggio verso l'azienda che sta facendo il "grave errore" di "fare da passerella a questa gente".

Da Casa Pound dicono che gli autori dell'aggressione sono esponenti del centro sociale 'Anomalia', ma voi avete respinto le accuse, giusto?
"Viene molto facile tirare in ballo il 'Collettivo Universitario Autonomo' e 'Anomalia'. Non nascondiamo che secondo noi l'antifascismo debba essere militante. Casa Pound non ha un tessuto sociale in grado di sorreggerla a Palermo, non ha mai partecipato a lotte sociali. Non hanno mai partecipato a questo tipo di vertenze. Se ci vogliono accusare di aver organizzato questa aggressione, l'unico protagonismo di cui ci vantiamo è di aver diffuso una politica antifascista".

Quindi nessuno degli autori appartiene al centro sociale "Anomalia"?
"Anzitutto non siamo un centro sociale ma uno studentato occupato. Conosciamo tutti i ragazzi coinvolti nell'aggressione, ma questo non vuol dire che 'Anomalia' sta tutto il tempo a dare la caccia ai fascisti, abbiamo altro a cui pensare. Loro cercano di scendere sul piano della violenza, prendendo di mira i 'sinistri', li minacciano e poi sono i primi che piangono alla stampa e ai giornalisti. E' ovvio che prima o poi... Le testimonianze di quello che è successo, sono solo falsificazioni".

Quindi com'è andata?
"Semplicemente si sono incontrati ed è finita così. C'è un'insopportabilità reciproca, ma loro sono i primi a correre dalla Questura. Ma se fossero davvero stati in trenta sarebbe volato solo qualche pugno? Uno di quelli che racconta di essere stato aggredito, oggi (ieri, ndr) a Lettere continuava a minacciarmi. Sta benissimo".

Parlate di diffusione della politica antifascista, ma non credete che l'utilizzo della violenza, o ostacolare la presentazione di un libro, non possa in qualche modo ricordare proprio i metodi fascisti?
"Pensiamo che un'organizzazione come Casa Pound, portatrice dell'ideologia xenofoba e razzista del ventennio, non abbia diritto di parola. Il loro 'fascismo del terzo millennio' non è altro che apologia del fascismo. Pertini diceva che non è possibile parlare di democrazia e libertà a chi non può capire. Non facciamo l'errore di equiparare ideologie diverse. Non credano che basti presentare una facciata da democratici, per spiegarci cos'è la democrazia. C'è un tentativo di legittimare il fascismo, lo vediamo quando il 25 aprile La Russa dice che dobbiamo celebrare anche i repubblichini caduti".

E riguardo alla violenza, perchè dite che non volete dissociarvi da questi atti?
"Non abbiamo mai fatto distinzione tra buoni e cattivi antifascisti nel tessuto cittadino, né nelle manifestazioni di piazza, né tantomeno verso quattro fascistelli che vengono solo a colpire per trascinare il tutto sul penale. Si sta bene così. Se avessero la forza che hanno nelle altre città non lo farebbero".

Cosa succederà oggi alla Mondadori?
"Cosa succederà non posso saperlo. La Mondadori resterà tutto il giorno chiusa aprendo soltanto alle diciotto per la presentazione del libro, che a questo punto diventa una questione politica. Apre per fare da passerella a questa gente, dall'assessore Raoul Russo, che farebbe meglio a occuparsi dei problemi della città invece di pubblicizzare i suoi figliocci picchiatori di destra, e altri esponenti del Pdl. Noi abbiamo portato avanti una campagna di boicottaggio alla Mondadori perchè sta facendo un grave errore a dare spazio a personaggi come il presidente di questo movimento che cantava 'morte alle zecche rosse' in una rock band. Non mi pare un personaggio trasparente".

Vandalismo contro la Mondadori in una foto d'archivio