Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Palermo, Giangaspare Camerini, ha condannato a oltre 35 anni di carcere cinque imputati del clan mafioso del quartiere Resuttana, accusati di mafia ed estorsione. Si tratta di
Mario Napoli e
Carlo Giannusa, a cui sono stati inflitti otto anni e otto mesi di carcere ciascuno;
Angelo Bonvissuto, sei anni e quattro mesi;
Marcello Campagna, sei anni;
Gioacchino Morisca, sette anni e sei mesi. Il Gup ha assolto e, ordinato l'immediata scarcerazione, di Massimo Di Fiore e Pietro Pipitone.
Gli imputati ritenuti colpevoli dovranno risarcire venti mila euro a ciascuna delle parti civili: Addiopizzo, Libero Futuro, Sos Impresa, Coordinamento vittime delle estorsioni, Solidaria Scs, Centro studi Pio La Torre, Provincia regionale, Confcommercio e Confindustria. Sarà stabilito in sede civile il risarcimento per i quattro imprenditori taglieggiati. L'accusa era rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Francesco Del Bene, Gaetano Paci, Anna Maria Picozzi e Marcello Viola. Il processo prende le mosse dall'operazione denominata Eos 2 che, nell'aprile 2010, grazie alle dichiarazioni del pentito Manuel Pasta, portò in carcere dieci persone. Tre indagati, Diego Ciulla, titolare del negozio Hessian di Palermo, Piero Pilo e Andrea Quatrosi, ex reggente del mandamento Resuttana, hanno scelto di essere processati con il rito ordinario.
Ultima modifica: 23 Marzo 2011 ore 15:55
leggendo i disgostosi commenti a post precedenti (Romano e Lo Giudice) verrebbe quasi da fare dell'ironia...
...queste condanne sono vergognose...giudici comunista!!! (con la "a" come insegnò quello che per alcuni potrebbe ormai rappresentare un vecchio saggio!).
E' assurdo quanto male stiamo facendo a questa Nazione e a noi stessi!