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La Russa e la Libia

"I Tornado non hanno mai sparato"
Dal rimorchiatore: "Tutto tranquillo"


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ignazio la russa, tornado, Politica
I caccia Tornado Ecr italiani hanno compiuto in Libia 10 missioni e 32 sortite, senza che fosse necessario neutralizzare radar nemici con i missili di bordo. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel suo intervento alla Camera.
"Fino ad ora - ha spiegato La Russa - sono stati resi disponibili alla coalizione 4 velivoli Tornado ECR impiegabili contro i radar della difesa aerea e 4 velivoli F16 impiegabili nelle operazioni di scorta in volo e di difesa aerea. Questi aerei, a partire da domenica scorsa hanno portato a termine complessivamente 10 missioni e 32 sortite, nel corso delle quali non sono state rilevate emissioni di radar della difesa aerea libica per cui non è stato necessario l'intervento attivo dei sistemi d'arma di bordo". "Tra gli assetti messi a disposizione della coalizione - ha proseguito il ministro - non figurano i Tornado nella tradizionale configurazione di attacco. Questa nostra scelta è avvenuta con la piena concordanza della coalizione, senza alcun contrasto, quindi non sono stati assegnati Tornado predisposti per missioni diverse da quelle specifiche di contrasto dei sistemi di difesa aerea, in particolare dei sistemi radar a questi asserviti".

Gli aerei attualmente impiegati, "i Tornado ECR, sono i primi ad arrivare in zona di operazione e gli ultimi a lasciarla - ha spiegato La Russa - perché sono quelli che rendono possibile l'impiego degli altri mezzi aerei, senza che questi ultimi corrano il pericolo di essere abbattuti dalla contraerea cui sono appunto asserviti i radar, che i nostri Tornado possono oscurare con un disturbo di tipo elettromagnetico generato dalle apparecchiature installate sull'aereo, ovvero distruggere con un missile di precisione che non ha normalmente effetti collaterali, ma che si aggancia sull'emissione del radar e su di essa si dirige, anche ove questa venisse nel frattempo spenta, perché immediatamente memorizzata".

Il rimorchiatore sequestrato
L'ufficiale motorista del rimorchiatore della società armatrice partenopea Augusta Offshore Giovan Giuseppe Iapino, sequestrato circa dieci giorni fa mentre era in acque libiche, è riuscito stamattina a mettersi in contatto telefonico con la moglie Maria Grazia dopo alcuni giorni di silenzio. Secondo quanto riferito dal cognato, Enzo Di Noto, Iapino ha rassicurato la consorte dicendole che "a bordo è tutto tranquillo". Il rimorchiatore è attualmente fermo nel porto e, ha aggiunto Di Noto, le visite dei militari libici a bordo dell'imbarcazione avvengono solo di notte. I vari giorni di silenzio, ha riferito ancora Di Noto, sono stati causati - secondo quanto ha riferito Iapino alla moglie - dai problemi esistenti nei collegamenti telefonici. A bordo del rimorchiatore Asso 22 ci sono undici persone, di cui otto italiani.