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Il salvataggio di Termini

Fiat, Ciccolella "sospende"
Incontro con Rossignolo


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È stato Gian Mario Rossignolo, patron della De Tomaso, ex Pininfarina, ad aprire il giro di incontri tra i sindacati e le aziende interessate a rilevare la Fiat di Termini Imerese. Oggi, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico, infatti, alla presenza dell'advisor Invitalia, De Tomaso Automobili ha presentato ufficialmente a sindacati, rappresentanti della Regione siciliana e del ministero, il proprio piano industriale per il rilancio dello stabilimento. In particolare, la neonata De Tomaso Automobili prevede un investimento complessivo di circa 420 milioni di euro dal 2012 al 2015, il riassorbimento dei circa 1450 operai attualmente impiegati nello stabilimento Fiat di Termini e la produzione di 38/40.000 vetture di fascia alta.

A dare la propria disponibilità, la scorsa settimana in occasione dell'incontro tra Fiom, Fim, Uilm, Ugl Metalmeccanici e Fismic, Invitalia, Fiat e Regione Siciliana, erano state quattro (De Tomaso, Cape-Reva, Biogen e Ciccolella) delle sette aziende della short list stilata da Invitalia, per il rilancio del polo industriale siciliano. Oggi il primo incontro e il primo cambio in corsa: l'azienda florovivaistica Ciccolella avrebbe mandato una lettera con cui sospende momentaneamente la sua partecipazione al progetto per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese, dove la Fiat terminerà la sua produzione a fine anno.

Domani sarà la volta di Biogen Termini spa, società che si occupa di impianti di stoccaggio e lavorazione delle biomasse, e Einstain multimedia che, attraverso la controllata Med Studios, trasformerebbe il sito di Termini in uno studio cinematografico. “Rossignolo – spiega Roberto Mastrosimone segretario della Fiom di Palermo – ha illustrato il proprio piano d'intervento. Ha parlato di un investimento generale di 420 milioni e dell'assunzione di 1450 lavoratori. Ma nulla ha detto sul come verranno spesi i soldi e su quello che sarà l'intervento pubblico. I dubbi sulla sostenibilità economica del progetto quindi restano”. Nel sito industriale di Termini Imerese la De Tomaso produrrebbe due tipologie di vetture alto di gamma, una city car e un minisuv, che andrebbero a completare la gamma delle 3 vetture previste dal piano industriale che l'azienda sta attuando negli stabilimenti di Grugliasco (Torino) e Livorno. E per farlo, come ha annunciato Rossignolo, la De Tomaso ha bisogno di tutta la fabbrica.

Al momento nessuna disponibilità ad incontrare i sindacati è pervenuta dalla New Coop, azienda piemontese, con sede a Novi Ligure, che si occupa di piattaforme logistiche e di svuotamento e riempimento di container e silos, e dalla Lima-Lto spa, che opera nel settore dei prodotti elettromedicali ad alta tecnologia. A queste si aggiunge, poi, la “manifestazione d'interesse”, giunta però in ritardo al ministero (che sta però valutando la possibilità di accogliere la richiesta), della DR Motor, gruppo molisano guidato da Massimo Di Risio, che vorrebbe produrre in Sicilia quattro modelli (l'obiettivo è di 60.000 auto all’anno), rilevando lo stabilimento nella sua totalità e mantenendo il ciclo produttivo previsto dall’attività industriale della Fiat.