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Le ambizioni del giovane Cascio

"Io presidente? Perché no?"


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"Ci ho pensato come a una evoluzione naturale. Se ci fosse, starebbe nelle cose, altrimenti non mi farò certo paranoie”. Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio risponde così a una domanda dei cronisti sul suo possibile coinvolgimento, riguardo alla prossima corsa alla poltrona di presidente della Regione. Nella sala Rossa di palazzo dei Normanni, a margine di una conferenza stampa, Cascio ha parlato anche di finanziaria. Dopo legge elettorale, legge sulla semplificazione e targa Florio, è il momento del bilancio, e il problema, precisa Cascio non è l'intesa, quanto le risorse: “Mancherebbero - ha detto - 500 milioni di euro. Siamo al punto di partenza. Il governo regionale ha tentato di negoziare con quello nazionale una partita importante, che è la compartecipazione al fondo sanitario della Regione, cioé esattamente il buco che abbiamo nel bilancio della Regione”. Ma non solo la finanziaria sarà trattata nei prossimi giorni: “Il presidente Lombardo - annuncia Cascio - relazionerà in una seduta sulla situazione di Lampedusa. Non sappiamo ancora se sarà presente anche un componente del governo”. E a chi gli chiede un giudizio sull'operato dell'esecutivo nazionale sull'emergenza immigrati, lui risponde che “la responsabilità non è solo del governo, ma anche dell'Unone Europea”, di fronte all'emergenza umanitaria causata dai continui arrivi: “Se mille sbarcano altrove e altri 2000 arrivano a Lampedusa...”.

Non è mancata poi una sottolineatura su una possibile candidatura di Miccichè. "E' un argomento su cui non mi voglio neanche avventurare", ha detto Cascio.  "Se ritiene di poter fare questo passo nell'interesse della Sicilia - ha proseguito - lo faccia. Non è un problema a cui devo rispondere io. Risponderà la coalizione, che affronterà questo impegno al momento delle elezioni, poi i siciliani".

Ad assistere alla conferenza dedicata a Lampedusa anche due nuove rappresentanze, che proprio oggi hanno fatto il loro primo ingresso a palazzo dei Normanni. Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà potranno godere di una sorta di “diritto di tribuna”. Un'iniziativa tutta di Cascio, che a seguito di un incontro formale voluto dagli esponenti dei due partiti, ha deciso di “soddisfare l'esigenza di dare voce” a coloro che non sono presenti all'interno dell'Ars, ma che sono “rappresentati a livello nazionale o presenti in almeno cinque consigli regionali nazionali”.

All'esame dei disegni di legge, i partiti minori potranno essere sentiti attraverso lo strumento delle audizioni, ma non solo. Potranno utilizzare i locali di palazzo dei Normanni per iniziative istituzionali ed essere costantemente informati sui lavori delle commissioni dell'aula. “Una scelta di sensibilità istituzionale” l'ha definita lo stesso presidente Cascio. Non avranno possibilità di votare, ma di “fare politica”. “Saremo presenti sin da domani - ha annunciato Fabio Giambrone coordinatore regionale Idv - e su tutti i temi importanti per la Sicilia”. Il coordinatore del partito di Antonio di Pietro ha poi precisato: “Il nostro giudizio sul governo Lombardo è senz'altro negativo: La Sicilia è ferma”. Anche Sinistra Ecologia e Libertà sarà presente in aula già da domani: "Speriamo - ha commentato Erasmo Palazzotto, coordinatore regionale Sel - che in altre parti d'Italia ci sia questa possibilità. In Sicilia, regione con lo sbarramento più alto, resta fuori il 21 per cento delle liste, che sommato all'astensionismo porta a quota 50 la percentuale dei cittadini che non sono rappresentati. Speriamo quindi che questa disposizione possa essere inserita anche all'interno della legge elettorale”.