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Davide Enia su Cammarata e Palermo

Non è la città che sanguina


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davide enia, diego cammarata, palermo, sindaco, Cronaca
Caro Roberto.

Ovviamente non ho mai sostenuto un paradigma, riuscendo a malapena a sostenere il mio busto sulle mia gambe. E il tuo intervento meriterebbere una analisi più approfondita di quella che sta per seguire, in cui puntualizzo velocemente che:

-un incarico pubblico ha il fine di servire i cittadini, non di servirsi di essi

-la sciatteria della gestione, ZTL su tutto, avrebbe dovuto portare a dimissioni e scuse, anche in ordine sparso. Ripeto che se c’è un cadavere sanguinante, quella non è Palermo. È la dignità. La decenza, non pervenuta.

-9 anni e 4 mesi (spé che lo scrivo a lettere): nove anni e quattro mesi. E in tutto questo tempo (con amplissima coincidenza di coloritura politica al comando ovunque) non è stato fatto nulla. Ah, no, vè, la munnìzza. E l’eroina. E l’aborto di Kals’art. E la chiusura di via Roma ogni tot. Per 9 anni e 4 mesi

-Trovo personalmente umiliante che sia un merito la questua a Roma, l’aver ottenuto udienza come un vessillo da sbandierare, ma qui, per la quadratura testicolare, s’ha chiamare “Chi l’ha visto”.

Piuttosto, è talmente sfrontato il fallimento che s’avverte un bisogno di comprenderne le cause. Certo, i cittadini mica sono esenti da colpe, anzi. Una su tutte: l’hanno eletto. Due volte. E rivincerebbe pure oggi. Per questo la colpa della Giunta Cammarata è maggiore. La Politica dovrebbe educare, ponendo il Bene Comune sopra tutto. Serve una via? Giù le case e per il Bene della città si costruisce (via Roma). La differenziata? Anche lì: educazione.  Servirebbe presenza, e buon esempio, e passione. Il trittico del fallimento.