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Ai Candela per due serate
va il scena il "Butoh"


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butoh, candelai, palermo
Ai Candelai due serate dedicate al Butoh. Mercoledì 30 e giovedì 31 marzo 2011 alle 20,30, ai Candelai di Palermo per la nona edizione di Quinte(S)senza, in scena il Butoh della danzatrice Sayoko Onishi. Due coreografie per un unico spettacolo: “Glass Strings” e “Red Viper”.

La prima – “Glass Strings” – è di e con Anna Costantino ed Antonio Leto che firmano anche la selezione musicale ed i costumi. Musiche originali dello stesso Leto; video di Rosanna Costantino; collaborazione artistica e documentazione video di Marilena Macaluso. Supervisione artistica di Sayoko Onishi.

Le corde di vetro sono fragili, trasparenti; vibrano, suonando un’unica volta prima di rompersi. “Glass Strings” racconta, con il linguaggio del Butoh – forma di espressione corporea nata negli anni Cinquanta nel Giappone del dopoguerra post-nucleare – la nascita, il tempo, il cammino della vita, la molteplice natura dell'essere. "Glass Strings – dicono Anna Costantino ed Antonio Leto – è un viaggio nella materia di cui siamo composti, una materia variabile ed ondulatoria. È una immersione nelle connessioni invisibili, impalpabili e fragili che uniscono tutte le entità che arriveranno o sono già arrivate e per le quali non è possibile ipotizzare un cammino unico". I brani di musica concreta “Glass Strings” e “Cold Flames” sono stati composti da Antonio Leto appositamente per questa performance.

“Red Viper” è il titolo della seconda coreografia. In scena Sayoko Onishi, la straordinaria e magnetica danzatrice giapponese da anni a Palermo. Sua la regia e la coreografia di questo work in progress ispirato al tema della guerra, della corruzione, della fame e dell’ingiustizia. «E di conseguenza – dice Onishi – incentrato sulla rabbia che scaturisce contro di esse e sulla consunzione sociale e individuale che provocano». Perché, come sottolinea Sayoko Onishi citando il Marchese de Sade, “per conoscere la virtù è necessario prima abituarsi al vizio”. Musiche di Antonio Leto, Aphex twin, John Duncan e Wendy Carlos.