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VIOLANTE

"Mi rifiutai di incontrare Ciancimino"


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Durante il suo mandato di presidente della commissione Antimafia per tre volte Luciano Violante disse di 'no' all'allora colonnello del Ros Mario Mori, che gli chiedeva di avere un incontro riservato con l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. L'ex presidente della Camera, in audizione alla commissione antimafia ha confermato quanto già riferito alla Procura di Palermo. In tre occasioni Mori mi disse che Ciancimino voleva avere un incontro riservato con me. E tutte e tre le volte risposi di no", ha detto Violante. Il primo incontro ci fu nel settembre del '92, pochi giorni dopo l'istituzione della Commissione. Mori andò a trovare Violante in ufficio e lo informò che Ciancimino chiedeva di incontrarlo riservatamente. "Aggiunse che Ciancimino aveva da dire cose importanti e che naturalmente avrebbe chiesto qualcosa. Gli dissi che non facevo incontri riservati: Ciancimino, se voleva, poteva chiedere alla Commissione in forma ufficiale di essere sentito". "In quella occasione - aggiunge Violante- il colonnello mi informò che Ciancimino aveva scritto un libro importante sulla mafia. Se avessi voluto me lo avrebbe fatto avere. Lo portò dopo qualche giorno insistendo sull'incontro riservato. Ribadii la mia posizione. Il colonnello venne da me una terza volta pochi giorni dopo la seconda, mi chiese un giudizio sul libro e ripeté, sempre con cortesia la sua richiesta. Risposi che il libro mi sembrava banale e superficiale, ribadii che Ciancimino sarebbe stato sentito, dalla Commissione e non da me, solo se lo avesse avanzato richiesta formale". Violante ha spiegato di aver chiesto direttamente al colonnello Mori "se di questi suoi contatti con Ciancimino fosse stata debitamente informata l'autorità giudiziaria. Mi rispose che non lo aveva fatto perché si trattava di una 'cosa politica' o di una 'questione politica''. Violante aggiunge di non aver interpretato "la richiesta del colonnello come relativa alla cosiddetta 'trattativa'. E né avrei potuto farlo perché all'epoca non c'era alcun sospetto di questo genere".