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Live Sicilia

La notte lunga e disperata
delle "buttane" di Palermo

Mercoledì 06 Aprile 2011 01:05 di Roberto Puglisi

L'amico della notte che mi accompagna, il mio Virgilio all'inferno, le chiama "buttane". Non indulge al politicamente corretto, non cerca sostituzioni o approssimazioni. E' un ragazzo schietto. Dice che le cose le pronunci per come le senti, se sei buono. E forse è meglio così. Prostitute. Meretrici. Passeggiatrici. La finta pietà del disprezzo dispone di un vocabolario asettico per tenere a bada il dolore, per trasformarlo in neutra categoria sociale. Buttana è sostantivo di carne, sudore e sangue. Si avverte il peso della vita maleodorante, a malapena coperto da un profumo di pochi spiccioli.

C'è stata la retata tra i protettori delle rumene, nel loro dominio, nella zona del porto di Palermo. Hanno ammanettato pure due poliziotti. Uno dei due, con i gradi sulla giacca, avrebbe protetto, rassicurato e consumato. Soldi e sesso per ricompensare i suoi efficaci servigi. Eppure, stasera sembra che la guerra non sia mai stata dichiarata. Pare che le volanti mai abbiano solcato il marciapiede. Le buttane sono al loro posto, secondo il ticchettio di un invisibile orologio nell'ufficio a cielo aperto. Ci sono le rumene, le africane e i trans. Dal porto fino a via Lincoln lo spazio è diviso in settori, controllati da coloro che regnano e sovrintendono. In via Crispi, tocca alle rumene. Le nigeriane sono sistemate più su, agli incroci con via Messina Marine. I trans passeggiano nella repubblica indipendente di via Lincoln. Sono operati. Quaranta euro in macchina, cinquanta in un appartamento vicino. E' la tariffa stabilita da una sorta di comitato dei prezzi. E non si sgarra. Dietro le buttane di Palermo - trans, nigeriane, ragazze dell'est, c'è sempre il respiro di un po' di mare.

L'amico della notte - giubbino alla Fonzie, sguardo da bambino - conosce alla perfezione luoghi, riti e dislocazioni. E li indica mentre viaggiamo su una macchinaccia da papponi, involontaria mimetizzazione. Oltre il cancello dell'autorità portuale, c'è una prima e improvvisata alcova. Si passa con l'auto. Unica preoccupazione? Alla fine dell'amplesso col cliente di turno è meglio ripulire. Portare via carta e preservativi. Il secondo angolo dell'intimità è dietro la parrocchia di Santa Lucia. Qui il decoro è un optional. La sozzura è evidente. I profili si mescolano dentro un abitacolo.  Si entra e non si esce dall'altra parte. Mai. I ritrovi mercenari praticano il senso unico. Esci da dove sei entrato, se non vuoi sfondare il muro. Secondo la guida, Virgilio nel girone dei peccaminosi e dannati,  non è un caso.

Nessun imbarazzo. Le manette non hanno fermato il flusso di domanda e offerta. A quest'ora, sul lungomare e altrove, gli affari sono affari. Sul marciapiedi raccogliamo storie che puzzano di disperazione, oltre il paravento di un nomignolo a luci rosse. Luana pratica il sadomaso, magari gratis, perché le piace. Isobel il trans ricorda ancora il suo nome da maschio. Se il cliente non paga, o paga male, gli strappa di mano le chiavi. E lo ricatta. La gemellina rumena ha avuto una brutta avventura l'anno scorso. A un tale si è rotto il preservativo sul più bello. Lei ha avuto paura. Lui l'ha scaraventata sull'asfalto, sgommando in cerca di una via di fuga.
Loredana batteva col pancione. Ora è magrissima. Chissà che fine ha fatto il bambino. Francesca, trans operata, ha la bottega in via Lincoln. E' bellissima. Ogni tanto dal centro piombano i travestiti di via Manin, che sognano temerarie conquiste. E con i trans volano le botte. Una racconta di non provare piacere. Solo un leggero brivido, mentre fa qualcosa che lei si ostina a chiamare amore in un italiano smozzicato.

Stasera c'è il safari a Palermo. Caroselli di allupati carovanieri irrompono dal buio, seguendo l'illusione necessaria di una scossa al bassoventre. L'elettricità del prima raccoglierà gli stracci nello squallore del dopo.  Figure in penombra contrattano il salario del sesso. Da via Crispi a via Messina Marine è una processione di stivaloni e volti truccati. I compratori valutano il sedere, il seno, le gambe. Quarti di corpi, messi in mostra sugli scaffali della macelleria che si sporge sul mare. Nessuno guarda gli occhi. Gli acquirenti si dividono porzioni inerti di femmina, quelle che riescono a sopportare.  Gli occhi delle buttane sono pieni di anima. Indivisibili.  Gli occhi sono tutto, ma non piacciono ai viaggiatori della notte. Agli uomini che domani si consoleranno con l'assoluzione di un innocente caffè, da padri, mariti e figli delle donne, alla luce del giorno.
Ultima modifica: 06 Aprile 2011 ore 14:27

 

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Commenti

  • 2011-04-07 01:21:35

    Fa comodo a molti non smuovere le acque!

  • 2011-04-07 00:40:12

    Il Sesso ha come maestro l’Eros,
    ma con la prostituzione non c'entra e non c'entrerà mai nulla.

  • 2011-04-06 18:53:15

    Il nostro Presidente è Silvio Berlusconi. Ufficialmente il 50% degli italiani vorrebbe essere al suo posto e lo ammira, segretamente il 99%(dei maschi) vorrebbe fare la vita che fa lui. Se nella Roma di Traiano c'erano 32.000 prostitute su 1.000.000 di abitanti non ci dovrebbe sconvolgere l'attuale fenomeno prostituzione, fa parte della nostra cultura vuoi o non vuoi. Quello che invece ci vorrebbe sarebbe semplicemente applicare la legge, cioè punire il reato di sfruttamento della prostituzione stessa cosa che avviene di rado anche perchè difficilnente individuabile.

  • 2011-04-06 17:02:14

    Sembrerebbe che l'Italia risulti al primo posto per consumo di pornografia e tra i primi per prostituzione, appunto.
    Ci sono anche i dati relativi alla violenza sulle donne che sembrano da mattanza: due donne su tre in italia subiscono un tipo di violenza dagli uomini: sessuale, fisica o psicologica.
    Ne viene fuori, incrociando questi dati, un paese davvero in declino, almeno nei rapporti tra uomo e donna. Ne viene fuori che il vero problema risulti essere l'uomo. La sua cultura, la sua educazione e i valori che ha avuto trasmessi e che trasmette. Senza analizzare le cause o i motivi, forse qualche interrogativo in più bisognerebbe porselo e anche un analisi più ampia di quello che accade.

  • 2011-04-06 14:23:09

    Ma del ruolo sociale delle "puttane" ne vogliamo parlare???
    http://www.adversus.it/societa/prostituzione.html

  • 2011-04-06 12:53:57

    Mi chiedo dove siano e che cosa ne pensino di questa vicenda e di altre simili le associazioni che difendono i diritti delle donne, impegnate in questo periodo a rivendicare la loro dignità offesa dal premier durante le vicende del Ruby gate.
    Però effettivente difendere la prostituzione dei "ricchi" porta più visibilità che andare per strada a Palermo.

  • 2011-04-06 12:37:26

    Tanto bastava.

  • 2011-04-06 12:28:46

    No. Affettuosi saluti

  • 2011-04-06 12:25:03

    Dalle disquisizioni da Simposio platonico di chi mi ha preceduto la butto sul politico. Mi perdonerete, spero. Ma non c'era un'ordinanza che serviva a salvaguardare il decoro della città? Firmata da Cammarata nei panni di sceriffo solo un paio di mesi fa? Ed ogni martedì era uno strombazzare di multe e conseguente intervista al capo dei vigili urbani sul loro pugno duro sul giornale di riferimento? Puglisi, hai incontrato una che sia una volante dei vigili urbani iersera?

  • 2011-04-06 10:35:26

    Bel pezzo, questo di Puglisi. Ma c'è un antidoto al mestiere più vecchio del mondo? C'è un "tranquillante" per mogli e fidanzate?
    Ci sarebbe, ma non trova il seguito necessario.
    Se escludiamo chi ricorre alle "buttane" per solitudine, tutti coloro che le frequentano, seppur saltuariamente, lo fanno per un paio di sostanziali ragioni. La prima: la trasgressione disimpegnata, cioè l'eccesso senza conseguenze. La seconda: l'incontro con il sesso senza altro carico di immagini, cioè privo di tutto il rimanente contesto di vita quotidiana legato a quella donna. Lei, cioè, inizia e finisce in funzione del sesso.
    C'è un vecchio adagio che suggerisce alle donne come "tenersi" un uomo: la donna (moglie, convivente, etc) dovrebbe essere una per ogni stanza della casa. Cioè: la miglior cuoca in cucina, una vera signora in salotto, una puttana a letto. E per puttana si deve intendere la così detta "femmina da letto", che non è una donnaccia, ma una donna proba che, chiusa la porta dell'alcova domestica, si sveste della probità e diviene la complice più appassionata e spregiudicata.
    Ma il carico di immagini della vita quotidiana è in agguato e può raffreddare l'emozione. Ecco perché ogni donna e ogni uomo (perché, sia chiaro, anche le donne devono godere della medesima trasgressione) dovrebbe porre attenzione, fuori della camera da letto, quindi nella vita ordinaria, di "contaminare" i ricordi del partner. Mi spiego: una donna o un uomo che gira per casa in mutande (ma potremmo elencare innumerevoli sciattezze simili), depotenzia l'intrigo, il desiderio, la trasgressione. E anche nel linguaggio, la "disinvoltura" ricorrente diviene ostacolo all'emozione dell'alcova.
    La faccio breve: il sesso ha come complice l'eros e questo è la sua guida. Se l'eros è legato soltanto all'emozione della ricerca e della scelta della "buttana" è la solita povera cosa (e la sua misura è contenuta nello stato d'animo successivo all'incontro a pagamento), se si riesce, invece, a fare dell'eros una risorsa gestita con intelligenza esso aiuta ad essere felici. E fedeli.

  • 2011-04-06 10:28:17

    L'elettricità prima,lo squallore dopo

  • 2011-04-06 10:08:11

    Sarebbe molto più sicuro, igienico e remunerativo per le casse pubbliche se queste "scosse al basso ventre" avvenissero in appartamenti già preposti a questi "riti" previa autorizzazione !!!
    Ma dobbiamo ancora coltivare l'illusione che tutto ciò non esista...

  • 2011-04-06 09:48:43

    Amaro,molto...ma efficace! Un plauso alla penna.

  • 2011-04-06 09:43:44

    Finchè ci saranno padri, mariti, fidanzati, figli che cercano l'illusione di una scossa al basso ventre, ci saranno le buttane a mostrare i loro corpi sugli scaffali della macelleria che si sporge sul mare.

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