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Indiscreto. Sala della Lapidi

"Ma io ho paura di perdere la casa"


Una nostra fonte segretissima (né un consigliere, né un impiegato) ha assistito al Consiglio comunale sulla Gesip del primo maggio, la seduta in cui si è discussa la proroga. E' riuscito a inviarci qualche appunto "di sgarrubbo". E noi li pubblichiamo.

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consiglio comunale, gesip, Cronaca, Palermo, Politica
La seduta inizia intorno alle 18. Presenti 23 consiglieri comunali, compreso il presidente Campagna. Dell'opposizione Filoramo e Mimmo Russo. Non c'è discussione. Si cerca di evitare che la Corte dei Conti impugni il provvedimento. Infatti la copertura finanziaria c'è, manca la disponibilità di cassa e quindi le somme si inserirebbero tra i debiti fuori bilancio. Questa ipotesi è stata più volte condannata della Corte dei Conti la cui scure si potrebbe abbattere su chi vota la delibera.  I consiglieri comunali, insomma, potrebbero trovarsi a pagare di tasca loro i circa 5 milioni di euro per la proroga di 35 giorni.

Calcolatrice alla mano i consiglieri fanno i conti: rischiano di uscire di tasca loro 225 mila euro. Qualcuno dice anche che "teme per la sua casa". Il ragioniere ha forti dubbi. Si riuniscono le forze politiche. Trionfa il panico.

La trovata è quella di un emendamento che riduce da 35 a 10 giorni il periodo della nuova convenzione, passando alla Giunta l'atto di proroga per i restanti 25 giorni. Così facendo, i consiglieri comunali, se va male, devono sborsare circa 22 mila euro.

La seduta viene riaperta alle 2.30. Un quarto d'ora per approvare l'emendamento. 21 a favore, Filoramo astenuto e Mimmo Russo contrario.