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Le voci del Pd

Il governo tecnico è "ad esaurimento"


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lombardo, pd, Politica
Non è nemmeno immaginabile che con un rinvio a giudizio per concorso esterno possa continuare in qualunque forma un sostegno a un governo presieduto da Raffaele Lombardo”. Parola di Maurizio Migliavacca (nella foto), fedelissimo di
Pierluigi Bersani, che ha convocato oggi in conclave i deputati regionali e nazionali e i senatori siciliani del Partito Democratico, per discutere del sostegno al governo Lombardo, anche alla luce della vicenda giudiziaria che vede Lombardo indagato dalla procura di Catania. Porte chiuse per il Pd, che tiene lontani curiosi e giornalisti nel giorno in cui, per l'ennesima volta, da Roma viene inviato un esponente in Sicilia per discutere del casus belli. L'atmosfera sembra più che serena. La Finanziaria di Lombardo è stata votata e dall'esterno nessuno prova ad alimentare polemiche o conflitti. In realtà, dentro le segrete stanze, il dibattito è più che aperto e Migliavacca, di certo, non affronta la situazione alla leggera.

Intanto per il referendum, tema attorno al quale si è svolto il dibattito mattutino, bisognerà aspettare l'ultima domenica di giugno. Questo, almeno, stando alle parole del senatore Enzo Bianco, da sempre oppositore dell'alleanza con Lombardo, secondo il quale sicuramente sarà necessario attendere la fine dei ballottaggi alle amministrative siciliane e posticipare il referendum, appunto, a fine giugno. Ma in casa Pd, oltre alle valutazioni giudiziarie, si guarda anche a quelle politiche, come nel caso del senatore ennese Mirello Crisafulli, secondo cui la stagione del sostegno a Lombardo deve concludersi, a prescindere dalle evoluzioni giudiziarie.

Nella sua relazione introduttiva, Migliavacca ha anche precisato che quella del sostegno tecnico a Lombardo “è una stagione che si sta esaurendo”. Due, le vie prospettate a partire da quest'ottica: da una parte, l'ipotesi di un passo indietro nel caso in cui le 'prove tecniche' delle prossime amministrative siciliane non andassero a buon fine. Dall'altra, la prospettiva di alleanze politiche consolidate, se tra fine maggio e giugno l'esito dovesse essere quello sperato dall'asse Lumia-Cracolici. Intanto Enzo Bianco torna ad attaccare a livello politico: “Il colore politico di un governo lo dà la finanziaria e questo è un governo senza maggioranza. Accettiamo l'appello a un senso di responsabilità collettiva, ma se non c'è l'impegno politico per il referendum a fine giugno, noi andremo avanti per la nostra strada, l'assemblea d'altronde è già autoconvocata per giorno 8”.

Di tutt'altro avviso, infine, Antonello Cracolici: “Migliavacca – dice – ha precisato che, rispetto alla vicenda giudiziaria di Lombardo, noi abbiamo uno statuto e a quello, come abbiamo sempre detto, dobbiamo attenerci. Detto ciò, noi separiamo la vicenda giudiziaria da quella politica. Non facciamo dipendere il nostro sostegno dalle decisioni della procura etnea. Abbiamo il dovere di far avanzare una riflessione autonoma sul tema. Migliavacca ha detto che la vicenda siciliana è l'avamposto più avanzato dello schema politico che ci siamo dati a livello nazionale. Stiamo lavorando a nuova legislatura costituente, con un'alleanza larga che vada oltre il centrosinistra, che veda noi e il terzo polo come interlocutori. La Sicilia gioca in questo scacchiere una partita importante”.

Sugli scenari siciliani interni al partito, il capogruppo del Pd all'Ars apre una nuova e inedita prospettiva: “Andando al referendum dopo l'estate, è molto probabile che io stesso possa promuove un'altra forma di consultazione, che è quella sulle alleanze in Sicilia. Sarebbe singolare interrogare i nostri elettori sul sostegno o meno al governo Lombardo, senza aggiungere quali prospettive di alleanze politiche sosterrebbero più volentieri. Fermo restando che l'assemblea dovrà regolamentare le modalità di voto all'interno dell'istituto democratico della consultazione interna. Siamo in Sicilia, non a Copenaghen e in questo momento nelle consultazioni potrebbe entrare chiunque. E quando dico chiunque intendo chiunque, sia gli esponenti degli altri partiti, che le organizzazioni criminali, che potrebbero avere un interesse a orientare il voto”.