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Inaugurato a Borgetto
il "Muro della legalità"


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C'è un ragazzino vestito di verde che tiene strette le briglie di un cavallo dalla luccicante criniera nera: è Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido dagli uomini di Cosa nostra, perché figlio del pentito Santino. Anche lui ha trovato posto sul 'Muro della legalità' di Borgetto, comune che sorge ad una quarantina di km da Palermo, ed è stato inaugurato oggi in piazza Vittorio Emanuele Orlando. Insieme al piccolo Di Matteo, simbolo della ferocia della mafia, ci sono anche Peppino Impastato, con i suoi 'Cento passi'; Paolo Borsellino, con la propria agenda rossa; Giovanni Falcone, Carlo Alberto Dalla Chiesa, sullo sfondo della via Isidoro Carini, dove trovò la morte il 3 settembre 1982, altre icone di legalità che evocano la Sicilia.

Il murales è stato realizzato dagli alunni delle scuole medie e delle quinte classi elementari di Borgetto ed è la 'wall art' dell'antimafia più lunga d'Italia: 30 metri di colori, speranza e coraggio. ''Il nostro è un popolo che vuole ripudiare la cultura di morte - ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha inviato una lettera di saluto - anche morale, di cui le organizzazioni mafiose sono portatrici, riappropriandosi della propria terra e garantendo ai giovani un futuro libero ed all'insegna della giustizia''. ''Il ministero della Gioventù - ha aggiunto - con il progetto 'No mafie. Giovani per la legalità', sta cercando di contribuire allo sviluppo della cultura della legalità tra le nuove generazioni. Infatti, in collaborazione con il Forum nazionale dei giovani, abbiamo dato vita al primo Registro nazionale dei giovani per la legalità e la lotta alle mafie, iniziativa che consentirà a tutte quelle piccole e grandi organizzazioni giovanili che, dal nord al Sud Italia, operano nel campo della legalità, di mettersi in rete tra loro e, nel contempo - ha concluso il ministro della Gioventù - attivare una sinergia con le istituzioni''.

L'iniziativa, promossa dall'assessorato comunale alla Cultura di Borgetto, nell'ambito del progetto 'Nonsolomafia', e' stata realizzata con il patrocinio ed il cofinanziamento del ministero della Gioventù che ha donato al Comune 500 copie del libro 'Il profumo della libertà', curato dallo stesso dicastero. Il volume, che racconta l'eredità lasciata dai giudici Falcone e Borsellino, verrà distribuito nelle scuole del paese. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, il magistrato Antonio Ingroia, l'europarlamentare Rita Borsellino, l'assessore regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica, Caterina Chinnici.

''Non bisogna essere rassegnati - ha detto Ingroia -, né indifferenti alla mafia, ma continuare con costanza e determinazione nella lotta a Cosa nostra''. ''Per debellare lo scetticismo di quei siciliani che non credono nell'antimafia - ha aggiunto - bisogna continuare ad avere fiducia nel futuro e soprattutto nei giovani''.

Per Ingroia, il murales di Borgetto ''e' la migliore testimonianza che un Paese travagliato nel passato da immani tragedie e faide mafiose, può rinascere''. ''Da qui - ha concluso - può nascere un movimento ampio di ricostruzione''. Nel corso del pomeriggio, infine, due attori siciliani, Claudia Perna e Domenico Cangialosi, hanno recitato una scena del film 'I cento passi'. I ragazzi del laboratorio creativo 'Permanente di Borgetto', invece, hanno organizzato un 'flash mob', sulle note de 'I Cento passi' dei Modena City Ramblers, che sono intervenuti in diretta in collegamento telefonico.

"E' stato emozionante - ha detto il sindaco Giuseppe Davì - durante la cerimonia di scopertura, leggere negli occhi degli autorevoli ospiti ed in quelli dei giovanissimi autori del grande murale la commozione che ha suscitato questa monumentale opera dedicata ad alcuni martiri della criminalità organizzata, e per esteso a tutte le vittime della mafia, segno del raggiungimento dell'obbiettivo che la manifestazione ha voluto intendere e cioè suscitare un momento di profonda riflessione atta alla svolta culturale della collettività".

"I giovani di Borgetto - ha aggiunto l'assessore alla cultura Francesco Davì - hanno dato un segno di convinta partecipazione e di coinvolgimento. I pittori e lo scultore con la loro grande perizia, gli scolari che in allegria hanno esposto i loro elaborati grafici e lasciato le loro impronte sulle pareti bianche del murale, i ragazzi del Laboratorio Creativo Permanente che hanno inventato un flash mob sui Cento Passi dei Modena City Ramblers, i giovani attori Claudia Perna e Domenico Cangialosi che hanno interpretato frammenti della vita di Peppino Impastato, hanno nel loro complesso conferito una nota di colore unica pur nella serietà della tematica affrontata".

(fonte: Ansa)