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Sicilia e forniture ospedaliere:
Confindustria lancia l'allarme


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"È un paradosso ottimizzare le spese con la mortificazione delle imprese". Ha risposto così l'assessore regionale all'Economia e alle Attività produttive
Gaetano Armao alla richiesta d'aiuto lanciata da Confindustria Palermo, nell'ambito del convegno "Il sistema delle forniture ospedaliere in Sicilia". Settore in crisi, che se nel 2008 contava circa 900 aziende – per un fatturato complessivo di circa 600 milioni di euro - nel 2009 ne ha viste solo 731 presenti sul territorio. Nella mattinata è stato presentato anche un report di analisi del settore, che risale al 2008, frutto di ricerche condotte dall'Università degli studi di Palermo. "Si tratta - ha spiegato il professore di Economia industriale Antonio Purpura - di piccole aziende che raramente arrivano a 5 dipendenti" che mediano tra le aziende ospedaliere e le multinazionali.

Il passo dell'assessore alla sanità Massimo Russo, è però quello della centralizzazione, che apre i bandi a interi bacini (orientali e occidentali), in cui la competizione è quella tra le grandi industrie. "Certo, Russo non ha fatto niente di nuovo: nelle altre regioni la centralizzazione degli acquisti è avviata da tempo", ma secondo Purpura in Sicilia occorre fare un ragionamento diverso. "Attraverso incentivi consentire joint venture e per allargare i mercati di vendita alle altre regioni. Così che un giorno queste imprese potrebbero risalire la filiera, entrando anche nel mercato manifatturiero". In altre parole, produrre in Sicilia invece di importare.

"Russo vuole risparmiare, ma i posti di lavoro nel settore vanno dai 3500 ai 4000, senza contare i lavoratori dell'indotto" ha affermato Pietro Annaloro, presidente della sezione forniture ospedaliere di Confindustria Palermo. "Una Fiat e mezza" con le parole del professore Purpura. Un settore che sulla spesa complessiva della sanità regionale "inciderebbe per il 6-7 per cento, ma che paga 100 milioni di euro di tasse l'anno" ha aggiunto Annaloro.

"È un sistema che in questo momento impedisce alle aziende di partecipare a gare di bacino, sia a causa dei ritardi dei pagamenti delle forniture, che possono arrivare anche a 15 mesi, e a causa degli sbarramenti dovuti alla burocrazia" ha denunciato Pietro Argento, presidente dell'Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Sicilia.

Certo è che sulla centralizzazione non si possono fare passi indietro. Lo ha annunciato prima Maurizio Guizzardi, capo di gabinetto dell'assessorato alla Sanità, e lo ha poi ribadito Giuseppe Laccoto, presidente della commissione Sanità all'Ars: "Non si può più tornare indietro sulle gare – ha detto Laccoto - , che devono però essere trasparenti e univoche. Regole che non possono cambiare a 24 ore dalla gara" occorre dunque dare il "via ad un tavolo tecnico in cui anche l'assessorato alle attività produttive faccia la sua parte".

"Sono imprese che offrono occupazione e un gettito fiscale importante. Come tutti i processi di razionalizzazione si commettono degli errori" ha in seguito affermato l'assessore Armao. "È necessario - ha aggiunto - introdurre delle correzioni. Se possiamo studiare adattamenti senza violare il diritto europeo, ben venga. Una concorrenza senza limiti entro breve porterà al deserto".