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Intervista al presidente Campagna

"Lo confesso: siamo messi male"



Alberto Campagna, comune, gesip, Cronaca, Palermo
La Gesip rende la vita sempre più difficile alla classe politica palermitana. Il futuro incerto della società partecipata, che conta quasi duemila dipendenti, ha messo in ginocchio la città fra proteste e manifestazioni che hanno come obiettivo la giunta e il consiglio comunale, accusati di non fare abbastanza per risolvere il problema. Un clima di tensione che ha di fatto bloccato Sala delle Lapidi, che da metà aprile non si riunisce se non per votare la stipula di una nuova convenzione con la Gesip, ma che la settimana prossima dovrà necessariamente tornare a discutere di alcuni temi delicati come il budget di Amat e l’elezione dei revisori dei conti del comune, come ci conferma il presidente del consiglio comunale
Alberto Campagna.

Presidente Campagna, il consiglio ha sì votato la stipula di una nuova convenzione con la Gesip ma solo per dieci giorni e non per i 35 richiesti dal sindaco. Cosa succede nella maggioranza?
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I dieci giorni sono stati un compromesso raggiunto grazie all’impegno del capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, e al presidente della commissione al Bilancio, Sebastiano Drago. Alcuni consiglieri nutrivano delle perplessità, viste le criticità evidenziate dal Ragioniere generale nel 2010, e volevano votarla solo per tre giorni, altri per tutti e 35: alla fine abbiamo trovato una mediazione. D’altronde, il voto era necessario perché, trattandosi di una nuova convenzione, la giunta non avrebbe potuto prorogarla di altre 25 giorni senza il passaggio a Palazzo delle Aquile. Di certo questo non risolve il problema".

Chi deve intervenire allora?
"Il sindaco Cammarata ha chiesto aiuto al governo nazionale, ottenendo un tavolo di confronto con il ministro Sacconi con cui cominceremo a cercare una soluzione al problema. L’intervento di Roma è assolutamente necessario perché il Comune, da solo, non può farcela. A questo va aggiunta la totale assenza dell’esecutivo guidato da Raffaele Lombardo, che non ha mai fatto nulla per Palermo. La cosa che più stupisce è che non si tratta di problemi politici, ma di questioni personali fra il presidente Lombardo e il primo cittadino".

In che situazione si trovano le altre municipalizzate?
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Le maggiori criticità riguardano Amat e Amia Essemme. La prima ha presentato un budget con un passivo di sei milioni di euro. Il Consiglio non si è ancora espresso, ma penso che lo rispedirà al mittente per fare apportare le modifiche necessarie. C’è anche da dire che Amat aspetta che il Comune versi nelle sue casse circa 150 milioni, soldi dovuti che sono già stati stanziati in bilancio, ma il problema è la liquidità. Amia Essemme è un caso diverso, e comunque delicato, perché lì il problema è l’azienda madre, Amia, che è stata commissariata".

Perché il consiglio comunale non riesce a lavorare quanto dovrebbe?
"In questo momento per la vicenda Gesip, che ha creato un clima di tensione che non mette i consiglieri nelle condizioni di poter lavorare. C’è stata una conferenza dei capigruppo, convocata dal vicepresidente Alotta, che è andata deserta. In più l’Aula è stata anche occupata per una notte da alcuni sindacalisti, quindi finché non si troverà una soluzione al problema della Gesip sarà difficile lavorare".

Questo vuol dire che per ora il Consiglio comunale non si riunirà più?
"No, non ho detto questo. Rientrerò a breve a Palermo, dal momento che sono a Roma, e cercherò di convocare l’Aula per la prossima settimana, anche perché è necessario affrontare alcune questioni urgenti come l’elezione dei revisori dei conti, scaduti a metà aprile, e il budget Amat, in merito al quale siamo inadempienti, per non parlare degli interventi abitativi".

Nei giorni scorsi alcune categorie di settore hanno lamentato lo stallo dei Prusst (Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio), che ammontano a quasi 500 milioni di investimenti privati. Non si dovrebbe discutere anche di quelli?
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Certo, i Prusst sono importanti così come lo sono il Piano di edilizia economica e popolare e il piano regolatore del porto. Ci sono tante emergenze".

Pensa che si sia incrinato il rapporto fra il sindaco e la sua maggioranza?
"No, penso che il rapporto sia ancora buono, altrimenti non sarebbe stata votata la nuova convenzione per la Gesip. La maggioranza c’è, anche grazie all’ingresso di Forza del Sud. Siamo in 23: non abbiamo la maggioranza assoluta dei 26, ma possiamo comunque lavorare bene".

Se dovesse individuare delle priorità per Palermo, quali sceglierebbe?
"Serve un tavolo tecnico fra l’amministrazione attiva e alcuni esponenti del consiglio comunale, per trovare tutte le soluzioni possibili e immaginabili di cui c’è estremo bisogno. Per la Gesip, per esempio, potrebbe essere utile accompagnare alcuni dipendenti alla pensione o permettere alla società di svolgere incarichi anche per le altre partecipate. Il problema è il bilancio, che è ingessato, e lì possiamo farci poco. Abbiamo tagliato tutto il tagliabile, non c’è più niente su cui risparmiare, e le tasse non le possiamo aumentare. Insomma, siamo messi male".