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La copertura della Sanità

Manovra, i buchi che restano


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ars, bilancio, buchi, manovra, Politica
Bilancio e finanziaria della Regione sono negli uffici del commissario dello Stato. E mentre si attende l’esito di questo passaggio indispensabile prima della pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale, ci si interroga sui punti ancora poco chiari di una manovra economica approvata da Sala d’Ercole tra tanti mal di pancia.

A parte l’ex tabella ‘H’, con la quale il governo sta provando a erogare contributi a soggetti non identificati (in alcuni casi erogando 200 e, in qualche caso, anche 300 mila euro a capitolo), i dubbi riguardano, soprattutto, la sanità. O meglio, le risorse finanziarie per coprire questo settore nevralgico della vita pubblica della Sicilia. Il governo ha tentato di coprire il ‘buco’ di 600 milioni di euro con i Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate che il governo nazionale – punto centrale di tutta la vicenda – non ha ancora erogato alla Regione.

Sembra, stando a indiscrezioni, che su tale questione non siano mancate le trattative ufficiose con gli uffici del commissario dello Stato. Vero? Falso? Fatto sta che il governo, in ‘zona Cesarini’, ha sì confermato, per quest’anno, la copertura dei 600 milioni di euro che mancano alla sanità con i Fas ma, contemporaneamente, ha portato da 200 a 450 milioni i fondi di riserva. Con l’impegno, nel caso in cui le risorse Fas non verranno erogate da Roma, di utilizzare i fondi di riserva per la sanità.

E’ il primo passaggio anomalo di questa storia. Suffragato da due ragioni. In primo luogo, si tratta, come già accennato, di 450 milioni e non di 600 milioni di euro (all’appello, nel caso in cui il governo nazionale non erogherà le risorse Fas, mancherebbero sempre 150 milioni di euro). In secondo luogo, i fondi di riserva vanno utilizzati per pagare le obbligazioni giuridiche degli anni precedenti e non per le spese sanitarie del corrente anno. Va sottolineato che proprio quest’anno – e sembra proprio dall’ufficio del commissario dello Stato – sarebbe arrivato l’avvertimento a non utilizzare i fondi di riserva per fini diversi da quelli previsti. Ma tant’è.

Fine dei problemi? Niente affatto. Il governo ha posto in bilancio 600 milioni di euro a valere sul Fas per quest’anno. Ma il bilancio che il parlamento siciliano ha approvato è triennale e non annuale. Per il 2012 e per il 2013, insomma, ci vogliono altri mille e 200 milioni di euro (600 per ogni anno). Da dove arriveranno questi soldi?

Il dubbio – che gli uffici del commissario dello Stato dovranno fugare – è che questi soldi vengano presi sempre dal Fas. Se dovesse accadere questo la Sicilia potrebbe dire addio a un bel numero di opere pubbliche strategiche (ammesso e non concesso che il governo nazionale consenta alla Regione siciliana di ‘bruciare’ un miliardo e 800 milioni di euro per pagare, per tre anni consecutivi, una parte del deficit strutturale della sanità).

Va ricordato che il Fas è una dotazione finanziaria straordinaria dello Stato. L’85 per cento di questi fondi deve essere utilizzato dalle regioni del Sud per colmare il divario infrastrutturale con il resto del Paese. Già è una forzatura che Roma abbia autorizzato quest’anno un paio di regioni del nostro Paese a spendere il Fas per pagare la sanità (è per questo che la Regione siciliana ha chiesto di poter utilizzare 600 milioni di euro delle risorse Fas da destinare al settore.

Ma se è già una forzatura per quest’anno, figuriamoci per i due anni successivi! Se ciò dovesse avvenire la Sicilia – come già sottolineato – dovrebbe rinunciare a tante opere pubbliche.

Con le risorse Fas – tanto per citare un esempio – si dovrebbe realizzare l’autostrada Catania-Ragusa, arteria stradale strategica (questa autostrada verrà realizzata in project financing, con l’apporto finanziario di Stato e Regione). Accanto a questa infrastruttura, considerata fondamentale per la parte orientale della Sicilia, salterebbero altre opere da realizzare nell’Isola con le risorse Fas. Un disastro, considerato che la nostra Regione non riesce nemmeno a utilizzare al meglio i fondi europei.

Tra l’altro, quello della sanità è un deficit strutturale. Che, in assenza di un effettivo risanamento finanziario, si ripresenterà puntualmente ogni anno. Ciò significa che, utilizzando le risorse Fas per quest’anno e per i prossimi due anni, il problema si ripresenterà tale e quale nel 2014.