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Dura lettera dei lavoratori

Una mini-campionaria per la Fiera?
I dipendenti: "Noi non ci stiamo"



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Una "mini-campionaria" alla Fiera del Mediterraneo? I dipendenti non ci stanno e, rispondendo ad alcune notizie apparse sui media sulla prossima organizzazione di un "Expo Sicilia 2011" da parte di alcuni privati, puntano i piedi con una lettera molto dura.

Ne riportiamo alcuni stralci:

"Il Personale dell’Ente - si legge nella nota - non ha  mai raggiunto nessun accordo con gli organizzatori né con i sindacati né con il Commissario Straordinario per qualsiasi prestazione lavorativa a beneficio della manifestazione, né intendiamo farlo. Noi denunciamo infatti che nonostante i vari proclami enunciati dai protagonisti istituzionali quali la Regione, il Comune e anche le Organizzazioni imprenditoriali da questi ultimi coinvolti per un fantomatico rilancio dell’Ente, (rimasto sulla carta) nessuna soluzione politico-istituzionale è stata portata a compimento. Al contrario, però, in luogo di certificare il fallimento di queste iniziative e, contestualmente, di avviare procedure certe e concludenti circa la salvaguardia dei livelli occupazionali del Personale presso altri Enti regionali, si favorisce la realizzazione, a cura di terzi, di inutli iniziative espositive che nulla di positivo aggiungono alle drammatiche vicende dell’Ente.

Anzi le complicano. Noi rileviamo infatti - prosegue la lettera - che tra i responsabili della manifestazione 'Expo-Sicilia 2011' vi sono soggetti già a conoscenza dell’Ente, in qualità di debitori. Tale è ad es. la società “Sergio La Piana” debitrice di € 36.000,00. Ciò che inquieta è però come si possa consentire di mettere in piedi una manifestazione i cui introiti verranno sicuramente pignorati dalla moltitudine di creditori che tristemente l’Ente vanta. Si tratta secondo noi pertanto - scrivono i dipendenti della Fiera - di iniziative dilatorie di cui sfugge il senso. Dobbiamo pensare, infatti che l’accoglimento di tali iniziative è stato avallato dalla politica. Da quegli stessi rappresentanti che oggi ci negano delle risposte che ormai da anni attendiamo.

Non è pensabile che si possa continuare ad organizzare manifestazioni in un quartiere fieristico inagibile,  senza il coinvolgimento pieno e legittimo del Personale, con un macigno (€ 20.000.000,00) di esposizione debitoria e con introiti che – quando anche sfuggano alle intercettazioni dei creditori – soddisfino unicamente le spettanze dei consulenti (ancora incredibilmente presenti un una simile situazione!) e del Commissario Straordinario, poiché previsto dalla legge. Dobbiamo purtroppo rilevare anche che tali accordi contengono sorprendentemente condizioni sfavorevoli per l’Ente quali il pagamento con cadenze fino a 120 giorni dell’ammontare complessivo di € 103.000,00 oltre IVA

Noi riteniamo che tutto ciò sia inutile e dannoso. Oltre che di basso profilo. E incomprensibile. Ci duole constatare tra l’altro che di queste iniziative se ne producono ormai tre/quattro all’anno. Siamo stati testimoni dell’avvicendarsi di queste inutili fiere senza fiatare e aspettando fiduciosi. Gli ultimi due passaggi legislativi dovevano contenere previsioni di ricollocamento del Personale che sono state puntualmente disattese. Mentre - è il caso di ribadirlo – ogni iniziativa tendente a coinvolgere i privati per la ripresa dell’attività fieristica è miseramente naufragata. E il Comune ha ritirato la concessione trentennale che avrebbe dovuto rappresentare il fondamento del rilancio.

Per quanto sopra esposto, invitiamo pertanto l’Assessore alla Attività Produttive a prendere atto definitivamente di questi insuccessi; a porre fine a questo insopportabile equivoco della realizzazione di iutili e perniciose mostre di qualsivoglia natura all’interno del quartiere fieristico; e di affrontare con risolutezza e definitivamente  il problema che più da vicino ci riguarda e cioè il ricollocamento del Personale presso altri Enti Regionali.

A tal proposito ci preme evidenziare come per noi sia estremamente dannoso percepire come negli ultimi tempi - non sappiamo quanto consapevolmente - si sia associata la sorte dei lavoratori dell’Ente a quella dei migliaia di precari (cui noi non apparteniamo) che affliggono oggi la Città di Palermo. Ci piacerebbe pensare che questa nostra visione sia condivisa dalla politica  e che trovi una adeguata e legittima rispondenza alla determinazioni che si dovranno assumere nei nostri confronti".