Live Sicilia

Il suicidio e le lettere

Ci scrive un ragazzo senza lavoro



, Cronaca, Palermo
(rp) La cosa più difficile è quando arrivano certe lettere. Qualcuno chiede aiuto. Nessuno lo può aiutare. Un messaggio in bottiglia: "Salve sono un ragazzo di 20 anni nella mia vita ho avuto sempre e solo sfortuna nel mondo del lavoro. Sono fidanzato gia da 2 anni e voglio lavorare per un posto piu sicuro. Il mio sogno e stato sempre quello di lavorare all'Amia se cercate qualcuno per favore non esitate a chiamare il mio numero telefonico". E tu vorresti avere la possibilità di esaudire un desiderio talmente acceso. Vorresti essere il genio della lampada. Oppure, vorresti conoscere questo ragazzo. Offrirgli un caffè. Dargli un po' di conforto, ammesso che sia fattibile.

La cosa più difficile è quando ti invitano nelle scuole a parlare. I ragazzi amano quattro chiacchiere sull'anima, sui baci a labbra salate e sull'estate. E' ancora la generazione di Baglioni, anche se Claudio è diventato un vecchio signore con i capelli bianchi. Ma poi arriva il ragazzino concreto. Ti chiede: che mi succederà quando uscirò da qui? Usano proprio quel verbo. "Uscirò", come uno che venga sbalzato fuori dal nido per affrontare i rigori dell'inverno. E tu vorresti allargargli le braccia, per onestà. Per non ucciderlo, inventi alibi, scuse, favole. Il libero mercato. Le opportunità. E il ragazzino ti guarda con gli occhi della fatina al cospetto di Pinocchio. Lo capisce che gli stai raccontando bugie.

Ieri, Gaetano Antonino Privitera, 39 anni, si è ammazzato per mancanza di lavoro. L'aveva annunciato su facebook e l'ha fatto. Si è lasciato annegare con la sua macchina nel porticciolo di Ognina. I politici dicono che la sua morte deve essere monito per tutti. Grazie. Noi preferiamo ricordare Gaetano con la sua ultima parola. Una sola parola: "Addio".