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Governo tecnico e politico

Ma qual è la vera differenza?



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"Un governo politico è il governo delle elezioni, il governo di quanti sottoscrivono un patto che li veda insieme nel governo e poi nelle elezioni dove ci si giocano gli argomenti e i risultati perché le elezioni vengano vinte.
Certo, con alleati e con partiti in cui non emerga ogni settimana qualcuno che vuole il referendum, le assemblee, gli esecutivi, le riunioni di gruppo per mettere in discussione quello che a maggioranza si decide. Questo è un gioco al massacro che fa deliberatamente, da parte di chi lo porta avanti, il gioco di un vecchio, sporco sistema che stiamo tentando di aggiustare tra mille difficoltà e ostacoli".

Ecco il parere di Raffaele Lombardo. E, a prima lettura, la domanda sorge spontanea: perchè? Perché al presidente dà tanto fastidio il dibattito all'interno del Pd? Il malessere di quel partito è evidente, nonostante i tentativi dei suoi uomini al comando di troncare e sopire. Il gioco al massacro è la democrazia. E poi, si vorrà concedere un minimo di disagio a una base che ha votato Anna Finocchiaro e si ritrova alleata con Raffaele Lombardo? Si vorrà comprendere il malumore di tanta gente di sinistra che vede i democratici andare a braccetto con "l'altra faccia del Cuffarismo"? Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro hanno condiviso storicamente la stessa stagione. Cuffaro è in cella per la nota condanna. Raffaele Lombardo è alle prese con la nota inchiesta. Da quello che si sa e che si scrive, una cosa certamente si può dire: dagli atti di Iblis, emergono situazioni che lasciano più di un dubbio sulla condotta del presidente della Regione.

Il nostro serbatoio etico è asfittico. Ci si concentra sulle risultanze giuridiche. Si fa dipendere il gradimento da un rinivo a giudizio o dalla sua assenza. Gli elettori sono incapaci di formulare un'idea a prescindere. E cioè che, in generale, ci possono essere comportamenti penalmente non rilevanti e tuttavia eticamente discutibili. Fatti che dovrebbero contare nella scelta, nella selezione del personale politico. Ma, per comodità, si preferisce che sia il magistrato a decidere, E questa è la vera, involontaria, ingerenza della giustizia di cui nessuno dice nulla.

E uno, ancora, si domanda: quale sarebbe la differenza tra il claudicante governo tecnico attuale e il magnifico governo politico che verrà? C'è un solo modo per acquisire una giunta politicamente accreditata. E non c'è altro mezzo: le elezioni. Siccome nessuno le vuole, temiamo che un'altra "sperimentazione" di Lombardo sarebbe una mera pittura di facciata: togli un pezzetto e mettine un altro. Ha ragione Leanza: perché perdere tempo? In ogni caso, anche nell'urna, non vedremmo la discontinuità tra l'oggi e il domani. Il partito della (fu) questione morale e del rinnovamento, alleato con l'altra faccia del Cuffarismo. Né ci pare che la splendida stagione riformista, più volte annunciata, abbia fin qui prodotto alcunchè, a parte i tagli che chiunque sarebbe stato costretto a compiere.