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Live Sicilia

La paura della diversità

Lunedì 09 Maggio 2011 08:32

(rp) La veglia di preghiera negata è un'occasione persa. Lo è perché il movimento gay non ha saputo resistere alla tentazione di una polemica facile, che ha annullato i tempi del dialogo. Lo è perché la Curia si è irrigidita, temendo che dietro l'accoglienza ci fosse la strumentalizzazione che successivamente c'è stata. Una veglia per le vittime dell'omofobia non concessa è un argomento succoso per un duello. In genere, si misurano - sulla più ampia questione dell'omosessualità e dei diritti - due estremismi diversi e in armi, laddove ci sarebbe bisogno di reciproca comprensione. C'è la paura di chi vede negli omosessuali un elemento sovvertitore del buon ordinamento sociale. Anche se la relazione è vissuta con discrezione. E' la miopia di una società che si scandalizza per scelte di vita legittime e non vede altri elementi di perversione chiarissimi, molti dei quali annidati tra le mura della famiglia naturale.
All'opposto, ci sono coloro - nel movimento gay - che non hanno rispetto per le titubanze, per i dubbi e per le domande. E tacciano qualunque presa di posizione alternativa, anche se pacata, come sciocca o fuorviante, dimostrando - proprio loro - uno strano totalitarismo nei confronti della diversità. Io, per esempio, sono contrario alle adozioni delle coppie gay. L'ho scritto e sono stato sommerso di improperi. Sarò sicuramente un selvaggio con l'anello al naso. Tuttavia, nessuno ha saputo usare parole per convincermi del contrario, o per rendermi edotto del mio torto.

Il nodo che si affronta avrebbe bisogno di delicatezza e di indulgenza. Il tema delle differenze è problematico, specie se affronta istinti e idee che affondano le radici profondamente nella psiche di ognuno. Purtroppo, in questa e in altre vicende vince sempre, al posto di un sereno confronto, la paura della diversità. Reciproca.
Ultima modifica: 09 Maggio 2011 ore 10:24

 

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Commenti

  • 2011-05-09 09:44:09

    ?

  • 2011-05-09 09:43:26

    Peccato .... anche stavolta Lombardo pensa solo al personale precario della Regione e dei Comuni, dimenticando tutti quei precari della Sanità.
    In particolare tutti gli amministrativi che da anni lavorano presso l'azienda in condizioni pessime.
    Ma....in Sanità si sa, si assumono solo medici e ausiliari per il resto non si fanno assunzioni (per il piano di rientro), ma, si creano progetti, acquisti inutili, insomma di tutto e di più.
    Caro Lombardo noi siamo tutti precari entrati con la stessa legge ma per nostra sfortuna capitati in Sanità, il nostro voto vale come tutte le persone che bussano alla sua porta, mi scusi per lo sfogo, ma dopo una vita in attesa di assunzione tutto ciò mi può essere concesso.

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