Live Sicilia

La risposta dell'Asp

"Troppo facile svegliarsi di colpo
per gli indignati di turno"


Via Marchese di Villabianca. L'Asp. I disagi. Una lettera firmata. Oggi, la risposta del direttore, Salvatore Cirignotta. Che pubblichiamo.


, Cronaca
Spero voglia credere l’anonimo interlocutore che anche a me, e a tanti altri operatori della ASP, lascia l’amaro in bocca l’impossibilità di venire incontro nei tempi rapidi che tutti vorremmo alle aspettative di risoluzione di tanti momenti di inefficienza del Sistema Sanitario.

Allo stesso tempo mi dico contento per il fatto che l’azione rigorosa e forte dell’Assessore Russo, intesa non solo a migliorare l’offerta sanitaria della Sicilia ma anche a creare nei cittadini siciliani maggiore consapevolezza dei loro diritti in campo sanitario sta avendo i risultati sperati.

Non conosco l’età dell’anonimo autore della lettera pubblicata su questo sito. Posso solo arguire che è dotto e che non è digiuno del sistema, per cui non può essere proprio un ragazzino. Sono contento quindi che si sia svegliato dal coma vegetativo in cui probabilmente prima si trovava: non voglio infatti fare altre ipotesi maliziose.

Svegliatosi dal coma si indigna adeguandosi ad un costume sempre più diffuso (credo che ultimamente indignarsi sia uno dei termini più abusati) senza affiancare a quel suo sentimento alcune considerazioni che gli avrebbero consentito di affrontare in modo più ampio, sereno e più propositivo i fatti.

Se il nostro anonimo non era in coma mi chiedo allora dove fosse mentre per decenni in questa provincia il denaro pubblico è stato sperperato senza costruire alcuna nuova struttura sanitaria degna di questo nome di talchè a Palermo dobbiamo dire grazie ai benefattori dei due secoli precedenti se, per le esigenze sanitarie, godiamo degli stabili, che hanno donato, che prima avevano altra destinazione e che sono stati poi rabberciati bene o male per lo scopo voluto ( Ospizio Marino in primis) ovvero abbiamo stabili vetusti nati specificatamente per esigenze ormai superate e quindi di difficile riconversione ( Pisani, Ingrassia, Aiuto Materno ecc.) sia intrinsecamente sia per i vincoli da cui sono gravati.

Mi chiedo dove era il nostro anonimo sempre nell’ultimo cinquantennio, mentre i locali da affittare per le esigenze che si presentavano venivano scelti sulla base del proprietario da beneficiare e non badando a spese; mi chiedo dove era mentre il personale, sanitario e non, veniva reclutato come è stato reclutato; dove era quando la Sanità e le altre Amministrazioni venivano ancora e sempre più massicciamente oberate di ruoli assistenziali di ammortizzatore sociale mentre da tempo, in altre regioni, i processi di affrancamento da questi ruoli della Pubblica Amministrazione, e della sanità in particolare, erano consolidati.

Troppo facile svegliarsi di colpo accorgendosi di personale talora non adeguato, di locali insufficienti, di procedure farraginose, di carenze e arretratezze di ogni sorta, vedere guasti esistenti direi da sempre con lo stupore della bambina del famoso racconto della Ortese cui regalano gli occhiali e che così scorge le brutture del vicolo in cui viveva, e che mai aveva immaginato.

Troppo facile meravigliarsi delle prescrizioni di rinnovo per invalidità insanabili quando in precedenza la presenza di politicanti e faccendieri nelle Commissioni Mediche non ha fatto scandalo ed ha pregiudicato la genuinità dei procedimenti provocando da una parte una miriade di falsi invalidi, dall’altra, con il sistema dei rinnovi, alimentando il clientelismo basato sulla perpetuazione del bisogno e del “ favore”.

Stiamo espungendo dalle Commissioni Mediche i professionisti che non possono assicurare la trasparenza voluta: spero che ciò sia apprezzato. Torno ancora una volta a via Marchese di Villabianca. Non abbiamo cercato teste da far saltare e capri espiatori, come polemicamente sottolineato nell’articolo. Stiamo cercando di dare soddisfazione al cittadino e non agli indignati di turno. E’ stata indetta una gara per ricercare una ditta che volesse installare e gestire, in tutta una serie di presidi, delle fotocopiatrici a gettone da mettere a disposizione degli utenti.

La gara è andata deserta (guarda caso!) e ci accingiamo a noleggiare delle ulteriori fotocopiatrici con le stesse caratteristiche ma gestite dall’Azienda. Trovare altri locali più idonei in zona al posto di quelli ad oggi locati in via Marchese di Villabianca non è facile.

Si sta pensando di riunire in un'unica postazione gli uffici e la farmacia ASP in modo che il paziente in un unico posto possa essere sia autorizzato che in grado di ritirare i farmaci. Stiamo anche pensando a come poter sbrigare a domicilio le pratiche nei casi più gravi inserendo nel CUP la richiesta. Quanto poi alla necessità di una conferma ciclica del piano terapeutico anche in presenza di situazioni fisiche e di patologie non regredibili, sono sicuro che i risultati del tavolo per la “sburocratizzazione” costituito dall’Assessore, potranno essere per il legislatore un utile strumento per adottare i provvedimenti di propria competenza.

Di questo si tratta, infatti, poiché tutta una serie di procedure risultano fissate dal legislatore. Il legislatore manifesta talora smanie di coprire spazi che potrebbero essere lasciati ad una certa deregulation, ma è anche vero che esso molte volte interviene per la necessità di non lasciare spazi pericolosi in relazione al livello di senso civico che evidentemente suppone; non potendosi escludere che determinati farmaci ad alto costo possano divenire incongrui anche per patologie e situazioni non regredibili, la normativa probabilmente prevede un iter ripetitivo dei piani terapeutici non solo per evitare rischi al paziente e sprechi per il SSN, ma anche per evitare il prelievo indebito di farmaci costosi da rimettere illecitamente sul mercato clandestino e truffe in genere.

Dato che ormai si è svegliato dal coma vegetativo, il nostro amico provi quindi a sognare come egli ha scritto, ma nel senso positivo del termine, perché anche per l’impegno dei politici che egli ha citato le cose vanno cambiando e migliorando. Non credo sia una pretesa eccessiva chiedere un po’ di tempo; io e l’ASP di Palermo andiamo avanti: nel nostro “bottino” dell’ultimo anno tra le altre cose c’è l’apertura di Villa delle Ginestre e del Centro per pluriminorati sensoriali di Termini Imerese, di circa 200 posti di RSA, dei primi posti di Riabilitazione, l’avvio dei PTA ed un aumento del valore delle prestazioni sanitarie rese di circa 40 milioni di euro, raschiate dagli sprechi, infine il CUP aziendale con la possibilità di prenotare da qualsiasi postazione o telefonicamente e pagare il ticket in tabaccheria, come sarà possibile tra qualche giorno.

Per andare avanti mi basta il grazie di una donna che è venuta in Azienda solo per dire: sono contenta che ora per andare a trovare mio figlio, pluriminorato sensoriale, non debbo più andare ad Osimo come facevo se potevo, ma vado quando voglio a Termini Imerese. Ho scacciato stanchezza e scordato difficoltà ed amarezze. Per dirla con Petrarca: per un po’ di sereno si dimenticano mille tempeste. Spero che tra un po’ anche in via Marchese di Villabianca le cose possano andar meglio e le tempeste possono essere dimenticate.

Salvatore Cirignotta, direttore generale dell’ASP di Palermo (nella foto)