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Sala delle lapidi

Amat, bocciatura in Consiglio
Cronaca di una mattina di caos


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Il consiglio comunale boccia il budget di Amat e a Sala delle Lapidi è guerra aperta. Al termine di una seduta turbolenta, infatti, le opposizioni sono riuscite a bocciare il piano presentato dall’azienda del trasporto pubblico, approfittando dell’abbandono dell’Aula della maggioranza, convinta che non vi fosse il numero legale per votare. Una brutta gatta da pelare per il sindaco
Diego Cammarata, che si ritrova ora con un consiglio di amministrazione sfiduciato dall’Aula e i già precari equilibri politici della maggioranza rimessi in discussione.

La seduta, convocata per la prima volta dopo il primo maggio, quando si votò la mini-proroga per Gesip, presenta all’ordine del giorno la delibera sugli interventi abitativi, l’approvazione del nuovo controllo analogo, la rimodulazione delle tariffe degli autobus e, per l’appunto, il budget Amat. Un budget che era già stato al centro di numerose sedute congiunte delle commissioni consiliari Bilancio e Aziende e sul quale grava un passivo di sei milioni di euro. Troppi, per le commissioni, che secondo alcune voci avevano intenzione di invitare l’Aula a rimandarlo agli uffici allegandovi un documento pieno zeppo di “rimproveri” per il consiglio di amministrazione presieduto da Mario Bellavista, in quota Pid, su tutta una serie di settori che andavano dalla gestione delle strisce blu al controllo sulla convalida dei biglietti, passando per i servizi del giro turistico e della rimozione dei mezzi.

Una sonora bocciatura per i vertici dell’Amat, che avrebbe potuto provocarne le dimissioni, mandando il centrodestra nel caos. Una prospettiva poco gradita al sindaco che avrebbe fatto pressioni sui presidenti, Sebastiano Drago e Nunzio Moschetti, per riportare le commissioni a più miti consigli. Commissioni che infatti decidono di non decidere, rimandando la patata bollente all’Aula alla quale chiedono di esprimersi nel merito scaricando su di essa, di fatto, tutte le responsabilità.

E nelle seduta di oggi, infatti, arrivati a trattare la delibera sul budget Amat, a Palazzo delle Aquile si scatena il caos con il centrodestra che chiede a Sandro Oliveri, che in quel momento presiede l’Aula, di verificare il numero legale per rimandare alla prossima settimana la decisione. Un bailamme infernale, con Oliveri in evidente difficoltà a sedare gli animi dei consiglieri. A quel punto il centrodestra decide di abbandonare la seduta per farla rimandare, non facendo i conti però con il vicepresidente vicario Salvo Alotta, del Pd, che rientrando in Aula in quel momento riprende la guida. Nel frattempo sugli scranni di Palazzo delle Aquile rimangono solo venti consiglieri dell’opposizione, che hanno già annunciato il proprio voto contrario al budget Amat come a quello di tutte le altre aziende partecipate, e dal momento che in seconda chiamata bastano venti presenti per votare, l’Aula lo boccia passando agli altri punti all’ordine del giorno.

Mentre si aspetta un parere degli uffici competenti sugli interventi abitativi, le opposizioni passano alla delibera per la riorganizzazione delle aziende e l’azzeramento di tutti i cda. Ma prima che si proceda, ecco arrivare in Aula come furie il presidente del consiglio Alberto Campagna e il capogruppo del Pdl Giulio Tantillo, con quest’ultimo che chiede la sospensione della seduta e ne sostiene l’illegittimità, dal momento che Oliveri aveva sancito la mancanza del numero legale. Scoppia nuovamente il caos e la seduta viene aggiornata, ma ormai il danno era fatto: il budget è bocciato e per il centrodestra si apre il nuovo fronte Amat.